fbpx Fabrizio Oleari alla presidenza dell'ISS, tra le polemiche | Page 6 | Scienza in rete

Fabrizio Oleari alla presidenza dell'ISS, tra le polemiche

Read time: 3 mins

Fabrizio Oleari è il nuovo presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, l’ufficializzazione lunedì sera quando il presidente del Consiglio, Mario Monti ha firmato il dpcm di nomina. Oleari, capo del dipartimento della Sanità pubblica e dell'Innovazione del ministero della Salute, sostituisce Enrico Garaci a capo dell'organismo tecnico-scientifico da oltre 10 anni. Il perfezionamento della nomina di Oleari si realizzerà con la registrazione del provvedimento alla Corte dei Conti, un passaggio formale per la verifica amministrativa di compatibilità con i conti dello Stato, atto che avviene in genere nell'arco di un mese.

“Con la nomina di Fabrizio Oleari si rafforza ancora di più il ruolo dell’Istituto Superiore di Sanità come organismo tecnico-scientifico al servizio dell’intera sanità italiana, del Ministero della Salute e delle Regioni”. Ha commentato così il Ministro Renato Balduzzi la nomina di Oleari al vertice dell’ISS. 

La nomina di Fabrizio Oleari, fatta poco prima delle elezioni, aveva scatenato non poche polemiche, sebbene la proposta del ministro della Salute fosse stata avanzata sulla base di una rosa di candidati. Secondo i contestatari, e fra questi il senatore Ignazio Marino, Oleari è il solo, tra i candidati, a non aver fatto ricerca scientifica, pur avendo una capacità professionale e una preparazione che nessuno aveva contestato. Oleari era uno dei cinque finalisti fra i quali c'era anche Ruggiero De Maria, direttore scientifico dell'Istituto dei tumori Regina Elena di Roma, Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanità e Paolo Vineis, a capo della cattedra di Epidemiologia ambientale dell'Imperial college di Londra.

 

Autori: 
Sezioni: 
Sanità

prossimo articolo

Campioni con una malattia cronica? Le nuove frontiere dello sport agonistico

Atleta pensosa

La recente vittoria di Alexander Zverev al Roland Garros dimostra che una malattia cronica non è necessariamente incompatibile con lo sport di alto livello. Dal diabete alla celiachia, fino ad alcune cardiopatie, i progressi della medicina stanno ridefinendo i confini dell'attività agonistica. Ma regolamenti e criteri di idoneità non sembrano evolvere con la stessa rapidità.

Immagine Run4FFWUP

Si è conclusa da pochi giorni l’ultima edizione del torneo Roland Garros, che dal 1891 richiama sulla terra rossa di Parigi i più grandi tennisti mondiali. Contrariamente a molte delle previsioni della vigilia, la vittoria è andata al tennista tedesco Alexander “Sascha” Zverev, che ha superato l’italiano Flavio Cobolli al termine di una battaglia durata quasi quattro ore e conclusasi soltanto al quinto set.