fbpx Il virus che ruba il sistema immunitario | Page 10 | Scienza in rete

Il virus che ruba il sistema immunitario

Read time: 2 mins

Anche i virus possono avere un sistema immunitario. A rivelarlo è uno ricerca appena pubblicata sulla rivista Nature, dove viene dimostrato che un particolare tipo di batteriofago ha la capacità di “rubare” il sistema immunitario dei batteri e di riutilizzarlo contro il suo ospite. Grazie, infatti, a questa arma segreta il virus riesce a moltiplicarsi, uccidendo così un numero sempre maggiore di batteri. I fagi sono virus che predano esclusivamente i batteri e ciascuno è specifico per un tipo di parassita. Fino ad oggi erano considerati solo come particelle primitive di DNA o RNA, senza nessuna possibilità di avere un sistema immunitario adattativo, in grado, quindi, di rispondere velocemente ai pericoli provenienti dall’ambiente. Discorso diverso, invece, è per i batteri che per poter resistere e sopravvivere all’attacco dei fagi stessi hanno sviluppato, nel tempo, un sistema molecolare chiamato CRISPR/CAS, il cui funzionamento è molto simile a quello del sistema immunitario adattivo degli organismi superiori.

Andrew Camilli dell’Howard Hughes Medical Institute, in questo nuovo studio, si è concentrato sui batteriofagi che attaccano il Vibrio Cholerae, il batterio responsabile delle epidemie di colera negli esseri umani. La sua équipe ha analizzato le sequenze di DNA fagiche prelevate da campioni di feci di pazienti affetti di colera in Bangladesh. Il materiale genetico raccolto conteneva geni per la codifica del sistema CRISPR/CAS. Risultato sorprendente, dato che non era stato mai riscontrato in nessun altro virus. Per verificare i risultati e cercare di capire se il sistema funzionasse realmente, i ricercatori hanno infettato un nuovo ceppo di vibrioni resistenti al virus utilizzando, però, dei fagi sprovvisti di questo rudimentale sistema immunitario. Questi fagi non erano in grado distruggere il ceppo batterico. In una step successivo, lo stesso ceppo batterico è stato infettato con fagi immunizzati. I virus, utilizzando e rimodulando il sistema CRISPR/CAS erano in grado, questa volta, di adattarsi rapidamente, acquisendo così la capacità di uccidere i batteri del colera. Quest’ultimo esperimento dimostra chiaramente come il sistema immunitario del virus è completamente funzionale e versatile. “Lo studio avvalora la controversa idea che i virus sono creature viventi, e rafforza la possibilità di utilizzare la terapia dei fagi per trattare le infezioni batteriche, in particolare quelle che sono resistenti ai trattamenti antibiotici", ha detto Camilli. Attualmente, i ricercatori stanno cercando di decifrare la modalità con cui il sistema immunitario del fagio riesce a disabilitare i meccanismi di difesa dei batteri del colera.
Capire questo sarà molto importante per poter progettare una terapia fagica efficace e stabile per contrastare il colera.

 

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.