fbpx Il Mario Negri diventa un istituto di ricovero e cura | Page 16 | Scienza in rete

Il Mario Negri diventa un istituto di ricovero e cura

Read time: 2 mins
L'Iistituto di ricerche farmacologiche Mario Negri è ora un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico). Il riconoscimento è stato sancito dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dello scorso 9 febbraio. Grazie a una modifica della legge istitutiva degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, infatti, ricordiamo che non è più necessario avere letti da degenza per l'assistenza sanitaria, ma si ritiene altrettanto importante l'eccellenza scientifica in campo biomedico. «Questo riconoscimento» afferma Silvio Garattini, direttore del Mario Negri «permette, dopo 50 anni di attività, una presenza diretta nel Servizio sanitario nazionale. Il nostro ambito specifico di attività è quello della farmacologia e della sperimentazione clinica sulle malattie neurologiche, rare e ambientali. Il Mario Negri potrà ora competere, insieme agli altri Irccs, per i finanziamenti assegnati con bandi di ricerca nazionali e internazionali riservati a enti del Ssn. E' cruciale che la ricerca sia riconosciuta come parte integrante del Ssn, perché studiare i farmaci in maniera indipendente significa comprenderne i rapporti costi/benefici e garantire risparmi di risorse per il sistema". Soddisfatto anche Ignazio Marino, senatore del Partito democratico: «Si tratta di un riconoscimento atteso da tempo. Un premio che testimonia non solo i meriti del professor Garattini nel condurre ricerche fondamentali per le scienze della salute, ma anche la sua eccellente capacità di catalizzare attorno a sé un vasto gruppo di ricercatori in grado di sviluppare progetti innovativi. Attualmente, in Italia sono 46 gli Irccs che beneficiano di finanziamenti pubblici stanziati sia per la ricerca scientifica corrente, sia  per la ricerca finalizzata, ma la cui erogazione avviene di fatto su basi discrezionali in assenza di un sistema rigoroso di valutazione scientifica dei risultati. È assolutamente necessario garantire anche nel nostro paese un sistema di controllo delle performance per valutare periodicamente l'operato degli Irccs, in modo da premiare i migliori, con criteri esclusivamente di merito, affidando i soldi pubblici per la ricerca solo ai più bravi. Sono sicuro che istituti prestigiosi e meritevoli come il Mario Negri non avrebbero problemi a sottoporsi annualmente a tale verifica e anzi consoliderebbero il loro valore».
Autori: 
Sezioni: 
Farmacologia

prossimo articolo

La medicina afflitta da rigidità cognitiva

Immagine di Seveso nel 1976

Cinquant’anni fa nasceva Medicina democratica, movimento che metteva in discussione i ruoli di potere insiti nell’esercizio medico. Vent’anni più tardi l’EBM demoliva la discrezionalità clinica, oggi la sfida è riuscire a ragionare fuori dai protocolli, quando serve.

Nei giorni 15 e 16 maggio di cinquant’anni fa, a Bologna, si tenne il primo congresso nazionale di “Medicina democratica”, atto fondativo del movimento creato da Giulio Alfredo Maccacaro. Al centro dell’azione culturale e politica c’era il tema dei rapporti tra medicina e potere, oggetto di discussione nel mondo politico e tra gli intellettuali della sinistra occidentale da oltre un decennio.