fbpx La memoria dei batteri | Scienza in rete

La memoria dei batteri

Read time: 2 mins

"Le innovazioni qui riportate ispireranno ulteriori sforzi per spingere più in là la frontiera dei sistemi biologici modificati". Il commento di Michael Jewett, biotecnologo della NorthwesternUniversity, si riferisce alla creazione di circuiti genetici all'interno di cellule vive, capaci di memorizzare i risultati delle operazioni eseguite. Il risultato è stato conseguito da tre ricercatori del MIT e pubblicato il 10 febbraio su Nature Biotecnology. Gli autori dello studio sono Piro Siuti, John Yazbek e Timothy K Lu.

 I circuiti genetici inseriti nelle cellule di batteri Escherichia coli non solo sono in grado di eseguire funzioni logiche ma, cosa mai sperimentata finora, possono ricordare il risultato e codificarlo nel DNA della cellula. Questo permette la trasmissione dell'informazione memorizzata alle future generazioni.

Una funzione del circuito, costruito con parti genetiche intercambiabili, è quella di rilevare tracce di sostanze chimiche nell'aria e generare una risposta specifica: la produzione di una proteina verde fluorescente. Ma la risposta non avviene solo in presenza dello stimolo, poiché sin dal primo input il sistema verrebbe irrimediabilmente alterato, creando una memoria permanente dell'evento. "Possiamo dimostrare un mantenimento a lungo termine della memoria per almeno 90 generazioni di cellule e la capacità di interrogarne lo stato tramite gli indicatori fluorescenti" affermano gli scienziati.

Questa tecnologia potrà in futuro offrire un migliore controllo sulla creazione di cellule progettate per produrre biocarburanti, farmaci o altri composti. Il comando potrà essere dato una sola volta alla cellula che lo terrà in memoria trasmettendolo anche alle prossime generazioni. Un`altra prospettiva è quella di sfruttare la memoria della cellula per programmarne l`evoluzione da staminale verso la specializzazione specificata dall`input iniziale dato dai ricercatori.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 

prossimo articolo

Imperialismo digitale: la tecnologia si intreccia alla guerra

Una immensa e minacciosa nave spaziale ipertecnologica da guerra

L'ultimo saggio di Dario Guarascio, docente di Economia politica alla Sapienza, legge la digitalizzazione come forma storica del capitalismo contemporaneo, segnata dall’intreccio tra Big Tech, Stato e competizione geopolitica. L’ascesa delle piattaforme e il ruolo strategico di dati e IA danno vita a un nuovo complesso militare-digitale che ridefinisce insieme economia e guerra. Nel confronto tra Stati Uniti e Cina emergono due varianti di imperialismo digitale, mentre l’Europa appare marginale. Una sintesi efficace del nesso tra capitalismo digitale e disordine globale. Crediti immagine: JuliusH su Pixabay

Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine globale.