fbpx Guadagni e altezza | Page 4 | Scienza in rete

Guadagni e altezza

Read time: 1 min

Più sei alto, più guadagni. Questo, in estrema sintesi, un aspetto curioso che secondo uno studio emergerebbe dai dati di HILDA (Household, Income and Labour Dynamics in Australia), un'indagine che dal 2001 raccoglie informazioni sull'economia e sulle dinamiche del mercato del lavoro in Australia.

Più sei alto, più guadagni. Questo, in estrema sintesi, un aspetto curioso che secondo uno studio emergerebbe dai dati di HILDA (Household, Income and Labour Dynamics in Australia), un'indagine che dal 2001 raccoglie informazioni sull'economia e sulle dinamiche del mercato del lavoro in Australia.

Michael Kortt (University of Sydney ) ed Andrew Leigh (Australian National University), autori dello studio appena pubblicato su The Economic Record, avevano cominciato a spulciare i dati dell'indagine ricercando se in qualche modo le persone con elevato indice di massa corporea fossero o meno penalizzate nella determinazione dei loro salari. Hanno così scoperto che, mentre l'indice di massa corporea è sostanzialmente ininfluente, non altrettanto si può dire per l'altezza. I dati, infatti, indicano che le persone più alte - specialmente gli uomini - per ogni 5 centimetri di altezza in più della media vengono pagate 950 dollari in più all'anno. All'origine di questa stranezza vi sarebbe il fatto che nella percezione comune le persone più alte vengono considerate più intelligenti e potenti.

Fonti: The Economic RecordHILDA Survey 

Autori: 
Sezioni: 
Antropologia

prossimo articolo

Malattie rare e farmaci orfani: è solo un problema di tempo?

mano con pillola

Tra fondi alla ricerca e iter agevolati, l’Europa sostiene da più di vent’anni lo sviluppo dei farmaci per le malattie rare. In Italia il percorso verso la rimborsabilità sembra rallentare un sistema già ben avviato

Di quando è nata Sofia ricordo soprattutto la gran confusione che si viveva in quei giorni nella mia famiglia. «Fibrosi cistica? Ne sei sicura?» chiedeva mia madre seduta vicino al telefono. All’inizio si parlò di distrofia muscolare, un’altra malattia rara che in quei momenti confusi passava da una cornetta all’altra. Fino a quando non arrivò la diagnosi definitiva e le parole «fibrosi cistica» - che fino a quel momento avevamo sentito forse qualche volta in televisione - giunsero come una certezza. Ci si chiedeva cosa sarebbe successo da quel momento: esisteva una cura?