fbpx Grido d'allarme per gli orsi polari | Scienza in rete

Grido d'allarme per gli orsi polari

Primary tabs

Read time: 2 mins

È un grido d’allarme, quello lanciato dal biologo Andrew Derocher dell’Università di Alberta (Canada). Lo scienziato ha coordinato un documento, redatto con altri undici studiosi di tutto il mondo, in cui chiede ai Governi prese di posizione concrete sul riscaldamento globale, che sta mettendo a repentaglio l’ecosistema delle specie in via di estinzione, in particolare degli orsi polari.

Su “Conservation Letters”, la rivista scelta per le loro rimostranze verso la politica, gli scienziati scrivono: «Vogliamo che i Governi siano pronti ad affrontare il peggiore scenario possibile: servono piani di organizzazione e conservazione degli orsi polari».
Questa specie, infatti, in assenza di ghiaccio è costretta a ritirarsi sulla terraferma e da lì non può cacciare la sua preda principale: la foca.
Secondo Greenpeace, se non si interviene sul riscaldamento climatico, «entro la fine del secolo la temperatura globale probabilmente raggiungerà il picco più alto degli ultimi due milioni di anni». E le previsioni di uno studio comparso su Nature nel 2010 e citato da Derocher e dal suo gruppo parla di estinzione di due terzi degli orsi polari entro il 2050, se non ci sarà un’inversione di rotta.

Gli scienziati affermano di non voler imporre strategie particolari. L’obiettivo è confrontarsi con la politica sulle conseguenze del riscaldamento globale per le popolazioni animali e trovare assieme la migliore strategia d’intervento. «Le decisioni migliori sono quelle prese in anticipo sul problema» ricordano nel loro documento. 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Riscaldamento globale

prossimo articolo

Campioni con una malattia cronica? Le nuove frontiere dello sport agonistico

Atleta pensosa

La recente vittoria di Alexander Zverev al Roland Garros dimostra che una malattia cronica non è necessariamente incompatibile con lo sport di alto livello. Dal diabete alla celiachia, fino ad alcune cardiopatie, i progressi della medicina stanno ridefinendo i confini dell'attività agonistica. Ma regolamenti e criteri di idoneità non sembrano evolvere con la stessa rapidità.

Immagine Run4FFWUP

Si è conclusa da pochi giorni l’ultima edizione del torneo Roland Garros, che dal 1891 richiama sulla terra rossa di Parigi i più grandi tennisti mondiali. Contrariamente a molte delle previsioni della vigilia, la vittoria è andata al tennista tedesco Alexander “Sascha” Zverev, che ha superato l’italiano Flavio Cobolli al termine di una battaglia durata quasi quattro ore e conclusasi soltanto al quinto set.