fbpx Identificati i neuroni 'interruttori' del sonno | Page 11 | Scienza in rete

Identificati i neuroni 'interruttori' del sonno

Read time: 2 mins

Sono ricercatori del dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) gli autori di un lavoro che individua il gruppo di neuroni con il ruolo di “interruttore” per le onde cerebrali lente prodotte durante il sonno.

Le oscillazioni cerebrali prodotte durante le fasi di sonno sono fondamentali nella regolazione delle proprietà elettriche dei neuroni e nel miglioramento di specifiche capacità cognitive. Descrivere i meccanismi alla base dei microcircuiti neuronali che li producono significa contribuire, in modo detrminante, alla comprensione del funzionamento del cervello nei mammiferi, una delle sfide più importanti in ambito biologico. Lo studio, condotto da Tommaso Fellin, è stato possibile grazie all’applicazione dell’optogenetica - tecnica innovativa che sfrutta le potenzialità dell’ottica e quelle della genetica - applicata agli strati più profondi della corteccia cerebrale: le rodopsine - proteine sensibili alla luce che una volta illuminate generano microcorrenti in grado di attivare o disattivare i circuiti neuronali - sono state utilizzate per osservare il ruolo dei circuiti più profondi della corteccia.

«La corteccia cerebrale è una struttura complessa composta da diversi strati ognuno dei quali contiene una quantità innumerevole di neuroni, basti pensare che in una porzione millimetrica sono presenti circa 100.000 cellule - spiega Fellin - Nella nostra ricerca abbiamo individuato un sottogruppo neuronale situato negli strati profondi della corteccia e abbiamo compreso il suo funzionamento, evidenziandone il ruolo nella regolazione delle onde lente, cioè di una particolare attività elettrica che si registra nel cervello durante il sonno profondo».

Con questa scoperta è quindi possibile comprendere meglio i circuiti che consolidano le informazioni e le trasformano in ricordi a lungo termine durante il sonno.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Come l’intelligenza artificiale sta reinventando la chimica

modello di molecola visto in controluce

L’intelligenza artificiale sta trasformando la ricerca scientifica ben oltre la semplice scrittura automatica, entrando nel cuore dei processi di scoperta. In chimica, agenti autonomi basati su modelli linguistici progettano molecole, pianificano sintesi e persino eseguono esperimenti, accelerando tempi e riducendo costi. Ci sono opportunità straordinarie, affiancate però a rischi concreti.

L’intelligenza artificiale generativa, e in particolare i Large Language Models (LLM), ha già cambiato radicalmente il modo in cui si fa scienza. Il classico esempio spesso portato all’attenzione del pubblico è sicuramente l’utilizzo di questo tipo di strumento per la scrittura di articoli scientifici o per la creazione di immagini a corredo di tali articoli, con risultati che a volte sono anche involontariamente comici.