fbpx Identificati i neuroni 'interruttori' del sonno | Scienza in rete

Identificati i neuroni 'interruttori' del sonno

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sono ricercatori del dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) gli autori di un lavoro che individua il gruppo di neuroni con il ruolo di “interruttore” per le onde cerebrali lente prodotte durante il sonno.

Le oscillazioni cerebrali prodotte durante le fasi di sonno sono fondamentali nella regolazione delle proprietà elettriche dei neuroni e nel miglioramento di specifiche capacità cognitive. Descrivere i meccanismi alla base dei microcircuiti neuronali che li producono significa contribuire, in modo detrminante, alla comprensione del funzionamento del cervello nei mammiferi, una delle sfide più importanti in ambito biologico. Lo studio, condotto da Tommaso Fellin, è stato possibile grazie all’applicazione dell’optogenetica - tecnica innovativa che sfrutta le potenzialità dell’ottica e quelle della genetica - applicata agli strati più profondi della corteccia cerebrale: le rodopsine - proteine sensibili alla luce che una volta illuminate generano microcorrenti in grado di attivare o disattivare i circuiti neuronali - sono state utilizzate per osservare il ruolo dei circuiti più profondi della corteccia.

«La corteccia cerebrale è una struttura complessa composta da diversi strati ognuno dei quali contiene una quantità innumerevole di neuroni, basti pensare che in una porzione millimetrica sono presenti circa 100.000 cellule - spiega Fellin - Nella nostra ricerca abbiamo individuato un sottogruppo neuronale situato negli strati profondi della corteccia e abbiamo compreso il suo funzionamento, evidenziandone il ruolo nella regolazione delle onde lente, cioè di una particolare attività elettrica che si registra nel cervello durante il sonno profondo».

Con questa scoperta è quindi possibile comprendere meglio i circuiti che consolidano le informazioni e le trasformano in ricordi a lungo termine durante il sonno.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Alcol: l'epidemia che non fa rumore

persona di cui non si vede il volto con bottiglia e colori cupi

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.

Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons

Se Ennio Flaiano notava su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».