fbpx Due proteine danno forma al cervello | Page 10 | Scienza in rete

Due proteine danno forma al cervello

Read time: 2 mins

Arriva dalla Germania uno studio che fa luce sulle fasi iniziali dello sviluppo cerebrale e sulle cause di alcune malattie del sistema nervoso.

I ricercatori del German Center for Neurodegenerative Diseases (DZNE) di Bonn, in collaborazione con il Max Planck Institute of Neurobiology di Monaco, hanno individuato due proteine chiave per la formazione dei prolungamenti citoplasmatici, i cosiddetti neuriti. ADF (actin depolymerizing factor) e cofilina i nomi delle due molecole che sembrano essere in grado di controllare il cambiamento della forma della cellula attraverso una riorganizzazione strutturale.

Fino a ora poco si sapeva sui meccanismi molecolari alla base di tale processo: appena nati i neuroni hanno una forma indefinita, per lo più tondeggiante e appaiono privi di ramificazioni. “Sono molto simili a un'isola, separati gli uni dagli altri e senza nessun contatto diretto con altre cellule" commenta Frank Bradke, group leader al DZNE di Bonn. Solo in seguito alla formazione dei neuriti, le cellule nervose riescono a collegarsi e comunicare tra loro.

Analizzando i neuroni di topo, gli scienziati tedeschi hanno dimostrato che il complesso ADF/cofilina agisce come delle forbici che tagliano le strutture di sostegno della cellula. Nelle aree lasciate vuote, si inseriscono i microtubuli che riescono così ad estendersi al di fuori del corpo cellulare fino a formare i neuriti.

Lo studio pubblicato a dicembre su Neuron dimostra anche l'importanza di ADF/cofilina nello sviluppo neuronale: topi privi di entrambe le proteine mostrano gravi anomalie[la1]  in tutte le aree del cervello proprio a causa della mancata crescita dei neuriti. Tale scoperta si rivela promettente per malattie o malformazioni del sistema nervoso associate a neuriti sottosviluppati oppure in caso di infortuni quando i neuroni danneggiati devono ricreare le loro connessioni.

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Fotoni come neuroni, una ricerca italiana a cavallo di due Nobel

Una ricerca italiana pubblicata su Physical Review Letters dimostra che circuiti fotonici quantistici si comportano spontaneamente come reti neurali. E apre un varco tra due delle scoperte premiate con il Nobel per la Fisica in anni recenti — proprio mentre Giorgio Parisi, nell'ultimo suo libro, ci invita a cercare le simmetrie che la natura nasconde sotto la superficie apparente delle cose.
Immagine: 
Sistema fotonico per simulare reti neurali, CNR.

Da tempo la fisica teorica trova interessanti punti di contatto fra  sistemi fisici complessi come i magneti disordinati, i vetri di spin, i fluidi turbolenti e ciò che fa il cervello quando recupera un ricordo. Un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters il 18 febbraio 2026 conferma questo suggestivo parallelismo studiando la luce — quella quantistica, fatta di fotoni identici che interferiscono tra loro.