fbpx Addio a Rita Levi Montalcini | Page 7 | Scienza in rete

Addio a Rita Levi Montalcini

Read time: 3 mins

All'età di 103 anni è morta oggi a Roma il premio Nobel per la medicina e senatrice della Repubblica Rita Levi Montalcini. 

Figlia di un ingegnere elettrotecnico e di una pittrice, la Montalcini si era laureata nel 1936 in medicina presso l’università di Torino, dove incontrò, durante il suo internato presso l'Istituto Giuseppe Levi il senatore Luria e Renato Dulbecco. Durante i suoi studi di specializzazione in Psichiatria e Neurologia, nel 1938 le leggi razziali la costrinsero a lasciare l'Italia fascista per le sue origini ebree. Dopo la guerra e il ritorno a Torino per il lavoro di ricerca, nel 1947 volò negli Stati Uniti presso la Washington University di Saint Louis, su invito del neuroembriologo Viktor Hamburger. E' in quest'Istituto che, nel 1954, Rita Levi Montalcini scopre insieme a Stanley Cohen il Nerve Growth Factor (NGF), una proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso. Nel 1986 arriva il riconoscimento dall'Accademia di Stoccolma per questa scoperta, che ha contribuito a formulare quelle discipline che oggi chiamiamo neuroscienze. Ad oggi, Rita Levi Montalcini è l'unica donna italiana ad aver vinto un premio Nobel per discipline scientifiche. 

Il suo impegno non si è limitato alla sola ricerca in laboratorio: tra il 1961 e il 1962 crea a Roma un centro di ricerca sull’NGF e nel 1969 fonda e dirige (fino al 1978) l’Istituto di biologia cellulare preso il CNR. Dal 1979 si trasferisce definitivamente in Italia e nel 2002 fonda a Roma l’EBRI (European Brain Research Institute). Nel 1998 ha fondato, inoltre, la sezione italiana della Green Cross International, riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Michail Gorbaciov. Dal 2001 è iniziato il suo impegno in politica come senatore a vita.

"La comunità scientifica perde oggi un autorevole esponente che nella sua lunga intensa vita ha testimoniato con straordinaria lungimiranza e fermezza il valore e l'importanza della ricerca scientifica. A lei dobbiamo tanto. Ha sostenuto, formato, entusiasmato, generazioni di giovani talenti,  abbattuto pregiudizi, liberato energie, spianato percorsi, fatto della ricerca un baluardo di democrazia.Per questo e non solo, è difficile sintetizzare in una breve dichiarazione il vuoto che lascia nella comunità scientifica e in noi tutti, indipendentemente dalle competenze e dai ruoli", ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, prof. Luigi Nicolais. "Rita Levi Montalcini ha rappresentato, al di là di ogni retorica, un pezzo di storia: per lo straordinario valore delle sue ricerche, che hanno consentito di acquisire nuove e fondamentali conoscenze, attestato dal premio Nobel, e per la sua testimonianza umana. Di lei ricordiamo oltre allo straordinario contributo scientifico, il costante e nobile impegno in campo sociale e l'impulso etico che ne hanno animato l'intera esistenza. Costretta a espatriare dalle leggi razziali, Levi Montalcini è tornata a svolgere la sua attività in Italia, dimostrando in tal modo il legame profondissimo che la univa al nostro paese. E' per noi motivo di commosso orgoglio ricordare, in questa triste occasione, la sua prolungata collaborazione con il CNR: dal Centro di Ricerche di neurobiologia, al Laboratorio di Biologia cellulare, fino all'Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello-EBRI".

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Morbillo, un ritorno annunciato: perché l’eradicazione si allontana

virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopio elettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.