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L'isola che non c'è

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Geologi dell'Università di Sydney scoprono che un'isola da sempre data per reale, riportata in mappe prestigiose e addirittura presente in Google Earth... in realtà non esiste proprio.

Tutto nasce quando alcuni ricercatori, in navigazione con la nave scientifica Southern Surveyor per uno studio nel Mar dei Coralli orientale, notano che, mentre le loro carte di navigazione indicano in quell'area una profondità di 1400 metri, le mappe impiegate per i dati meteorologici segnalano la presenza di un'isola. A quali carte credere?
Lo sconcerto dei ricercatori aumenta ancor di più quando notano che l'isola misteriosa non solo era presente, con il nome di Sandy Island, sia su Google Earth che su Google maps, ma persino sul prestigioso Times Atlas of the World, sul quale le veniva assegnato il nome di Sable Island. Nel Mar dei Coralli, comunque, dell'isola non c'era assolutamente nessuna traccia, e questo nonostante da almeno una dozzina d'anni la sua presenza venisse regolarmente riportata dalle pubblicazioni scientifiche.

Difficile trovare la fonte di un simile errore. Qualcuno, malignando, ha suggerito un inserimento volutamente errato di qualche cartografo. Più verosimilmente, non ha funzionato a dovere la continua opera di correzione e aggiornamento delle mappe. La cosa certa è che, se non fosse stato per la spedizione australiana in quelle acque, probabilmente l'isola che non c'è avrebbe fatto mostra sé sulle mappe per molto tempo ancora.

University of Sydney - ABC Science

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Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

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