fbpx Un altro PacMan per Saturno | Scienza in rete

Un altro PacMan per Saturno

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un paio d'anni fa, le rilevazioni della sonda Cassini indicavano che la situazione termica superficiale di Mimas, un satellite di Saturno, aveva un curioso andamento che rendeva il satellite davvero molto simile a PacMan. Ora si è scoperto che la stessa situazione si ripresenta anche per un altro satellite: Tethys.

Lo studio, appena pubblicato su Icarus da Carly Howett (SwRI Space Science and Engineering Division) e collaboratori, punta il dito sul fitto bombardamento di elettroni che il satellite incontra lungo la sua orbita intorno a Saturno. Tale bombardamento compatta il ghiaccio superficiale e questo fa sì che in quelle regioni Tethys non reagisca al calore solare come dalle altre parti. Il ritmo di riscaldamento durante il giorno e di raffreddamento durante la notte, insomma, non è altrettanto rapido come nel resto del satellite ed è questa anomala distribuzione di temperatura superficiale che genera il curioso aspetto di PacMan.

La conferma che anche la superficie di Tethys fosse soggetta a questa pesante influenza esterna è venuta dalle rilevazioni della sonda Cassini, che ha mostrato come le regioni corrispondenti alla “bocca di PacMan” fossero circa 15 gradi più fredde di quelle circostanti. “Trovare un secondo PacMan nel sistema di Saturno - ha commentato Howett - ci indica che i processi che stanno all'origine di queste distribuzioni termiche sono più diffusi di quanto si pensasse. Il sistema di Saturno, ma anche quello di Giove, potrebbero dunque rivelarsi una vera galleria di simili personaggi.

SwRI - NASA

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Il prezzo della salute: come la povertà economica genera la povertà sanitaria

Uomo che dorme su una panchina

Universalità, equità e uguaglianza: sono questi i tre pilastri su cui poggia il nostro Servizio sanitario nazionale, fondato nel 1978. Negli ultimi anni, tuttavia, questo modello si è progressivamente allontanato dalla sua ispirazione originaria, scivolando verso una logica puramente prestazionale. Sulla carta, la salute è ancora un diritto di tutti, nei fatti, sta diventando un lusso per pochi. Foto di John Moeses Bauan su Unsplash

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).