fbpx Luminet al Planetario di Milano | Scienza in rete

Luminet al Planetario di Milano

Read time: 2 mins

L'11 Dicembre alle ore 21.00 il Planetario di Milano “Ulrico Hoepli” ospiterà l'astrofisico francese di fama internazionale Jean-Pierre Luminet che tenterà di guidarci in un affascinate viaggio nello spazio-tempo cosmologico, dai buchi neri all'intera struttura dell'universo.

Quale forma assume il nostro cosmo? È finito o infinito? È destinato a durare in eterno o anch'esso un giorno morirà? E di quale materia è composto? Le possibili risposte si basano su descrizione geometriche che alle volte possono sfidare la fantasia. Immaginare uno spazio e un tempo distorti dai campi gravitazionali e quantistici è una grande prova per la fisica moderna. Luminet partendo dalla rappresentazione dello spazio che ci consente di descrivere lo spazio-tempo intorno ai  buchi neri, arriverà a quella dell'intera struttura dell'universo. Inoltre, ci mostrerà come alcune nuove teorie, abbinate all’osservazione, possano portare alla sorprendente possibilità di un “universo spiegazzato”, in cui le pieghe dello spazio creano immagini fantasma di lontanissime sorgenti luminose.

Jean-Pierre Luminet. Astrofisico, scrittore, poeta, nonché raffinatissimo divulgatore scientifico, è tra i più importanti cosmologi del mondo. Nel 1979 fu tra i primi a studiare gli effetti del passaggio di una stella vicino a un buco nero supermassiccio: effetti che nel 2004, grazie ai satelliti Chandra e Newton, sono stati rivelati al mondo intero, mostrando ciò che Luminet - come si è espresso Piero Bianucci su La Stampa – “aveva intravisto con gli occhi della mente e della matematica”. Nel 1995, insieme agli astrofisici Weeks, Riazuelo, Lehoucq e Uzan, ha ideato un importante modello cosmologico, da lui chiamato iperbolicamente “universo stropicciato”, noto agli scienziati come “dodecaedro iperbolico di Poincaré” e battezzato dalla stampa internazionale come “il pallone da calcio”. 

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.