fbpx Un superponte tra galassie | Scienza in rete

Un superponte tra galassie

Primary tabs

Read time: 1 min

Grazie al telescopio spaziale europeo Planck, gli astronomi scoprono un collegamento gassoso a elevatissima temperatura tra due ammassi di galassie a un miliardo di anni luce dalla Terra.

La sua individuazione, annunciata in un lavoro di prossima pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, è stata possibile grazie all'osservazione compiuta dal telescopio spaziale Planck delle minuscole variazioni indotte nella radiazione cosmica di fondo dai due ammassi di galassie Abell 399 e Abell 401. Grazie a questo fenomeno - noto come effetto Sunyaev-Zel'dovich, dal nome dei due scienziati che lo scoprirono - il gas caldo che avvolge gli ammassi imprime una traccia caratteristica nella radiazione più antica dell'Universo raccolta dai rilevatori di Planck e questo permette al telescopio spaziale di rilevarne l'esistenza.

Incrociando i dati di Planck con osservazioni X raccolte sia dal telescopio orbitante ESA XMM-Newton sia dal satellite tedesco Rosat, è stato possibile determinare le caratteristiche di quell'imponente collegamento tra i due ammassi di galassie. L'incredibile ponte di gas che lega Abell 399 ad Abell 401 è lungo 10 milioni di anni luce e ha una temperatura di 80 milioni di gradi.

ESA - Research paper (arXiv.org)

Autori: 
Sezioni: 
Cosmologia

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.