fbpx Tomassetti 2012 | Scienza in rete

Tomassetti 2012

Read time: 1 min

Si terrà giovedì prossimo, 29 Novembre 2012 la quinta edizione del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti, presso l'aula Montalenti dell'edificio di Genetica dell'Università La Sapienza, a Roma. E' il Master SGP  (tra i promotori del premio, insieme a La Sapienza, Anlaids, C.I.C.A., Associazione Nadir onlus e NPS Italia onlu) a presentare i vincitori 2012 sul tem Informazione e salute NEXT GENERATION, in cui si "riconosce l'impegno dei giovani under35 nella divulgazione della cultura scientifica in Italia, in particolare in campo biomedico, terapie di nuova generazione, nuovi orientamenti della medicina". 

Il premio è stato istituito per ricordare la figura di Riccardo Tomassetti, giornalista scientifico unanimemente apprezzato per le sue qualità umane e professionali, scomparso a 39 anni nel 2007. Il riconoscimento è ispirato ai valori che hanno contrassegnato la vita di Tomassetti (scienza, informazione e impegno sociale), con l'intento di essere anche un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie.

Giudo Barbujani, genetista presso il Dipartimento di Biologia ed Evoluzione dell’Università di Ferrara, interverrà durante la cerimonia di premiazione con una lectura dal titolo "Geni e sport. Cinque cose da ricordare sulla biodiversità umana". Condurrà l’incontro Rossella Panarese, giornalista presso Radio RAI3.

Qui ulteriori informazioni sull'evento.
L'ingresso è libero.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.