fbpx Stelle: un brusco crollo demografico | Page 6 | Scienza in rete

Stelle: un brusco crollo demografico

Read time: 1 min

Un team internazionale di astronomi, ricostruendo come è cambiato il ritmo di formazione di nuove stelle nel corso della storia dell'Universo, ha scoperto che oggi ci troviamo in presenza di un autentico crollo demografico.

Estrapolando i dati raccolti utilizzando i telescopi UKIRT, VLT e Subaru, David Sobral (Leiden University) e collaboratori hanno scoperto che la metà delle stelle oggi esistenti nell'Universo si sono formate tra i 9 e gli 11 miliardi di anni fa. A quel boom di nascite, però, è seguita una crescita demografica via via sempre più lenta: per far nascere l'altra metà delle stelle in circolazione, infatti, ci sono voluti ben 9 miliardi di anni. Secondo i ricercatori, che hanno potuto disporre di una quantità di dati dieci volte maggiore di quella disponibile finora per analisi analoghe, il ritmo attuale di produzione stellare si è ridotto di ben 30 volte rispetto al suo valore massimo.

Benché la cosa ben difficilmente potrà riguardarci direttamente, il futuro dell'Universo appare sempre più buio. Nello studio, di prossima pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si suggerisce infatti che, di questo passo, verrà prodotto nell’Universo solamente un ulteriore 5% di nuove stelle. "Viviamo in un Universo di stelle vecchie - ha sottolineato Sobral - e non ci deve ingannare il fatto che la nostra Galassia è ancora particolarmente attiva nella formazione stellare."

Royal Astronomical Society - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Universo

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.