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Stelle: un brusco crollo demografico

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Un team internazionale di astronomi, ricostruendo come è cambiato il ritmo di formazione di nuove stelle nel corso della storia dell'Universo, ha scoperto che oggi ci troviamo in presenza di un autentico crollo demografico.

Estrapolando i dati raccolti utilizzando i telescopi UKIRT, VLT e Subaru, David Sobral (Leiden University) e collaboratori hanno scoperto che la metà delle stelle oggi esistenti nell'Universo si sono formate tra i 9 e gli 11 miliardi di anni fa. A quel boom di nascite, però, è seguita una crescita demografica via via sempre più lenta: per far nascere l'altra metà delle stelle in circolazione, infatti, ci sono voluti ben 9 miliardi di anni. Secondo i ricercatori, che hanno potuto disporre di una quantità di dati dieci volte maggiore di quella disponibile finora per analisi analoghe, il ritmo attuale di produzione stellare si è ridotto di ben 30 volte rispetto al suo valore massimo.

Benché la cosa ben difficilmente potrà riguardarci direttamente, il futuro dell'Universo appare sempre più buio. Nello studio, di prossima pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si suggerisce infatti che, di questo passo, verrà prodotto nell’Universo solamente un ulteriore 5% di nuove stelle. "Viviamo in un Universo di stelle vecchie - ha sottolineato Sobral - e non ci deve ingannare il fatto che la nostra Galassia è ancora particolarmente attiva nella formazione stellare."

Royal Astronomical Society - Research paper

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Universo

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.