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Stelle: un brusco crollo demografico

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Un team internazionale di astronomi, ricostruendo come è cambiato il ritmo di formazione di nuove stelle nel corso della storia dell'Universo, ha scoperto che oggi ci troviamo in presenza di un autentico crollo demografico.

Estrapolando i dati raccolti utilizzando i telescopi UKIRT, VLT e Subaru, David Sobral (Leiden University) e collaboratori hanno scoperto che la metà delle stelle oggi esistenti nell'Universo si sono formate tra i 9 e gli 11 miliardi di anni fa. A quel boom di nascite, però, è seguita una crescita demografica via via sempre più lenta: per far nascere l'altra metà delle stelle in circolazione, infatti, ci sono voluti ben 9 miliardi di anni. Secondo i ricercatori, che hanno potuto disporre di una quantità di dati dieci volte maggiore di quella disponibile finora per analisi analoghe, il ritmo attuale di produzione stellare si è ridotto di ben 30 volte rispetto al suo valore massimo.

Benché la cosa ben difficilmente potrà riguardarci direttamente, il futuro dell'Universo appare sempre più buio. Nello studio, di prossima pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si suggerisce infatti che, di questo passo, verrà prodotto nell’Universo solamente un ulteriore 5% di nuove stelle. "Viviamo in un Universo di stelle vecchie - ha sottolineato Sobral - e non ci deve ingannare il fatto che la nostra Galassia è ancora particolarmente attiva nella formazione stellare."

Royal Astronomical Society - Research paper

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Universo

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

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