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La galassia nella bolla

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Osservando la gigantesca galassia M87 con l'innovativo sistema di antenne LOFAR, un team di astronomi scopre che è interamente avvolta da una bolla di plasma prodotta dal buco nero supermassiccio che la galassia ospita nel suo centro. Le immagini ottenute da LOFAR, un sistema composto da migliaia di antenne radio sparse in tutta Europa i cui dati vengono elaborati da un supercomputer in Olanda, mostrano chiaramente che la bolla non è frutto di attività del buco nero in un lontano passato, ma viene tutt'ora costantemente alimentata. Il massiccio buco nero al centro di M87, circa 6 miliardi di masse solari, ingoia voracemente il materiale foraggiatogli dalla galassia e, come controparte, pompa nella galassia una smisurata quantità di energia sotto forma di radiazione e di potenti getti di materia. Sono proprio questi getti che, quando rallentano, formano l'immensa bolla che avvolge la galassia e che, invisibile ai telescopi ottici, appare luminosissima nelle onde radio. Lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics e frutto del lavoro di un team internazionale del quale facevano parte anche Matteo Murgia (OA di Cagliari) e Gianfranco Brunetti (INAF-IRA di Bologna), vede come primo autore il nostro Francesco de Gasperin, che ha condotto la ricerca come parte del suo dottorato presso il Max Plank Institute e l'Excellence Cluster Universe di Monaco di Baviera.

- INAF, http://www.media.inaf.it/2012/10/29/una-big-babol-al-plasma/
- Astronomy&Astrophysics, http://www.aanda.org/10.1051/0004-6361/201220209

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Sezioni: 
Astronomia

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Un’infanzia negletta, trascurata, negata

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Bambini e bambine vittime quotidiane dei traumi delle guerre, la piccola seviziata e uccisa dai genitori, il riconoscimento dei crimini perpetrati dal potere coloniale in Canada, soprattutto verso i più piccoli. Notizie che si susseguono in poche ore e che ci danno conto di quanto ci sia da fare per i diritti di bambini, bambine e adolescenti. Immagine: Pixabay

Infanzia negata

Qui muore Dio
Formicai di case e sedie da impagliare
E i ritorni ubriachi lungo le ringhiere
Di quei padri senza stima e umanità
Nessuno qui denuncerà

Bambini eroi
Unghie sporche e compitini da finire
Impauriti con l'orecchio sulle scale
Quella porta non dovrebbe aprirsi mai
Nessuno qui denuncerà