fbpx Annual Meeting 2012 | Page 6 | Scienza in rete

Annual Meeting 2012

Read time: 2 mins

L’Ambasciata d’Italia a Washington ha ospitato giovedì 25 ottobre il meeting annuale della Italian Scientists and Scholars of North America Foundation (ISSNAF). L'evento, vetrina dei giovani talenti italiani del maggiore network di studiosi e ricercatori italiani in Nord America, è stato l'occasione per la definizione del Piano 2013 della Fondazione.

Nel corso del Meeting sono stati anche presentati il “Premio ISSNAF per giovani ricercatori” e il “Premio Paola Campese per la Ricerca sulle Leucemie”. Il primo è un riconoscimento alla ricerca più innovativa in Bio-medicina, Neuroscienze e Scienze Cognitive, Scienze Ambientali, Innovazioni tecnologiche, Fisica, Astrofisica e Matematica. Il secondo è assegnato alla ricerca più innovativa nel campo della lotta alle leucemie.

I due vincitori,Iole Fiorito (Premio ISSNAF per giovani ricercatori) e Alessia Baccarini (Paola Campese per la ricerca sulle leucemie), selezionati tra oltre 150 candidature da una giuria composta da membri di ISSNAF, hanno ricevuto dall’Ambasciatore Claudio Bisogniero la prestigiosa “Medaglia di Rappresentanza” del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il Presidente della Fondazione, Professor Vito M. Campese, ha inoltre consegnato loro un premio di 5.000 dollari.

“La ricerca italiana negli Stati Uniti è di altissimo livello – ha osservato l’Ambasciatore Bisogniero – ed è una risorsa per entrambi i Paesi. I nostri ricercatori sono un moltiplicatore di cooperazione bilaterale in tutte le discipline scientifiche”. Il Professor Campese, dal canto suo, ha espresso “grandissimo apprezzamento per il valore scientifico dei progetti presentati” sottolineando come “il lavoro di questi giovani e più in generale degli oltre duemila membri del network ISSNAF sia motivo di prestigio e di orgoglio per l’Italia”.

Autori: 
Sezioni: 
ISNAFF

prossimo articolo

La medicina afflitta da rigidità cognitiva

Immagine di Seveso nel 1976

Cinquant’anni fa nasceva Medicina democratica, movimento che metteva in discussione i ruoli di potere insiti nell’esercizio medico. Vent’anni più tardi l’EBM demoliva la discrezionalità clinica, oggi la sfida è riuscire a ragionare fuori dai protocolli, quando serve.

Nei giorni 15 e 16 maggio di cinquant’anni fa, a Bologna, si tenne il primo congresso nazionale di “Medicina democratica”, atto fondativo del movimento creato da Giulio Alfredo Maccacaro. Al centro dell’azione culturale e politica c’era il tema dei rapporti tra medicina e potere, oggetto di discussione nel mondo politico e tra gli intellettuali della sinistra occidentale da oltre un decennio.