fbpx Esopianeta sulla porta di casa | Page 7 | Scienza in rete

Esopianeta sulla porta di casa

Read time: 2 mins

Grazie allo strumento HARPS gli astronomi dell'osservatorio cileno di La Silla scoprono che nel sistema di Alfa Centauri, la stella più vicina alla Terra, orbita un pianeta di massa terrestre.

L'annuncio dell'importante scoperta, opera di Xavier Dumusque (Osservatorio di Ginevra) e di dieci altri astronomi, è stato pubblicato online su Nature ed è il risultato di quattro anni di attente osservazioni del sistema stellare a noi più vicino: quello di Alfa Centauri. Distante poco più di 4 anni luce, il sistema è formato da 3 stelle in orbita reciproca. Due di esse (Alfa Centauri A e B) sono molto simili al Sole, mentre la terza - nota con il nome di Proxima perché attualmente è l'astro più vicino alla Terra - è una debole stella rossa. L'individuazione del pianeta è stata possibile rilevando le minuscole variazioni nel moto di Alfa Centauri B, un'impresa davvero complicatissima che solamente l'impiego dello spettrografo ad alta precisione HARPS ha permesso di compiere.

Dall'analisi di Dumusque e collaboratori è emerso che la massa del pianeta è di poco superiore a quella del nostro pianeta e la sua orbita si sviluppa a sei milioni di chilometri da Alfa Centauri B, dunque molto più vicino di quanto Mercurio non lo sia al nostro Sole.
Si tratta della prima volta che viene scoperto intorno a una stella molto simile al Sole un esopianeta così simile alla Terra. Per di più la scoperta riguarda una stella davvero a due passi (astronomicamente parlando) dal nostro pianeta.

ESO - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.