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Ada Lovelace Day

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Una giornata per celebrare i successi delle donne nella scienza e nella tecnologia. Si festeggia oggi, 16 ottobre, l’Ada Lovelace Day, l’evento annuale che si propone dal 2009 di promuovere le storie delle donne impegnate nei settori scientifici e tecnologici in cui le figure femminili sono ancora poco rappresentate. L’evento è dedicato alla figura di Ada Lovelace, ricordata come la prima programmatrice di computer della storia, e ha l’obiettivo di diffondere modelli femminili che possano ispirare giovani donne a intraprendere una carriera in ambiti scientifici.

Come partecipare all’iniziativa? Parlando di donne spesso dimenticate, che hanno contribuito in modo significativo agli sviluppi della scienza e che hanno a loro volta ispirato altre donne a dedicarsi alla ricerca. Ada Lovelace, matematica inglese vissuta nella prima metà dell’Ottocento, è diventata famosa per i contributi alla macchina analitica di Charles Babbage, che sono poi stati considerati come il primo programma per computer della storia. A introdurla ai lavori di Babbage è stata proprio un’altra donna, la matematica Mary Somerville.

Numerosi gli eventi organizzati in tutto il mondo per celebrare la giornata.

A Torino, il Museo Piemontese dell’Informatica, MuPIn, aderisce all’Ada Lovelace Day con una mostra e un dibattito dedicati alla matematica inglese. Oltre che su conferenze e spettacoli, la giornata può contare anche su un’iniziativa destinata a lasciare una traccia concreta. Alla Royal Society a Londra è stato organizzato un edit-a-thon, un evento aperto a tutti per un aggiornamento di massa delle pagine di wikipedia dedicate ai profili delle donne nella scienza. 


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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.