fbpx A Giuseppe Remuzzi il Richard Yu | Page 16 | Scienza in rete

A Giuseppe Remuzzi il Richard Yu

Read time: 2 mins

Giuseppe Remuzzi è stato insignito del premio «Richard Yu», il prestigioso riconoscimento internazionale, istituito dalla Hong Kong Nephrology Society per gli scienziati che hanno contribuito in modo determinante a migliorare la cura e la prevenzione delle malattie renali. In particolare, il professor Remuzzi è stato premiato per le ricerche relative alla messa a punto di strategie in grado di rallentare, e in alcuni casi arrestare, la progressione delle malattie renali e per le scoperte sui meccanismi di autoriparazione del rene danneggiato. Tra le motivazioni dell'assegnazione viene ricordato anche il suo contributo negli studi sulle malattie rare.

Bergamasco, Giuseppe Remuzzi è Professore in Nefrologia e Direttore del Dipartimento di Medicina Specialistica e dei Trapianti degli Ospedali Riuniti e della Divisione di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale della sua città d'origine, oltre a Dirigere i Laboratori Negri Bergamo dell’Istituto Mario Negri. Per il biennio 2013-2015, assumerà la presidenza della Società mondiale di nefrologia, dopo aver prestato per diversi anni le sue competenze - lavoro che viene riconosciuto nell'assegnazione del Richard Yu.

La cerimonia di premiazione è avvenuta durante il meeting annuale della società scientifica cinese.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Houston, abbiamo un problema: se la risposta fosse un gemello digitale?

mano che regge citta

La celebre frase «Houston, abbiamo un problema», resa iconica dal film "Apollo 13" con Tom Hanks nel ruolo del comandante Jim Lovell, rimanda alla missione NASA del 1970 che, in seguito a un’esplosione, fallì l’allunaggio, ma riuscì comunque a riportare a casa l’equipaggio grazie a simulazioni delle manovre di emergenza realizzate con l'ausilio di una copia della navicella. Nati per gestire sistemi lontani e complessi, i gemelli digitali affrontano oggi la sfida più ambiziosa: comprendere e governare il sistema Terra. Modellano edifici e reti energetiche delle smart city per ottimizzare consumi ed emissioni, ma replicano anche ecosistemi remoti e fragili, come le Svalbard, per interpretare le dinamiche della crisi climatica.

I gemelli digitali (in inglese digital twins) stanno uscendo dall’ambito industriale per diventare strumenti chiave nelle politiche ambientali e climatiche. E trovano uno spazio sempre più ampio nelle costruzioni, dalle smart cities all’edilizia.