Il francese Serge Haroche e l’americano David J.Wineland hanno vinto il premio Nobel per la Fisica 2012. Entrambi sono fisici sperimentali esperti di ottica quantistica. Entrambi, in maniera indipendente e con tecniche diverse, hanno realizzato «trappole per oggetti quantistici». In maniera rigorosa possiamo dire che hanno realizzato contenitori dove isolare e anche manipolare singole particelle preservando la loro natura quantistica. Che è una natura molto diversa da quella degli oggetti macroscopici. Gli oggetti quantistici, per esempio, quando sono isolati si trovano in una superposizione di tutti gli stati possibili. Usando la nota metafora di Erwin Schrödinger possiamo dire che nel mondo dei quanti un gatto è «vivo e morto» nel medesimo tempo. Schrödinger pensava, tuttavia, che questa condizione non solo fosse un paradosso. Ma anche che non si sarebbe mai riusciti a isolare un oggetto quantistico. Con le loro tecniche Serge Haroche e David J. Wineland lo hanno fatto. Dando un contributo empirico alla discussione sui fondamenti della meccanica quantistica. Ma anche gettando le premesse per gli sviluppi delle tecnologie quantistiche. Soprattutto nel campo dei computer, i computer quantistici, e della misura del tempo, ovvero degli orologi.
Fisica ad Haroche e Wineland
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Carcere: come la crisi climatica aggrava la pena delle persone detenute

Per chi vive in carcere, la crisi climatica non è solo una condizione ambientale ma una pena aggiuntiva. Celle gelide d’inverno e soffocanti d’estate espongono le persone detenute a rischi fisici e psichici che la crisi climatica sta aggravando. In Italia, tra edifici obsoleti, sovraffollamento e assenza di monitoraggi sistematici, il microclima penitenziario resta un’emergenza invisibile, ai margini delle politiche di adattamento e del dibattito pubblico sui diritti e sulla salute.
Per vent’anni Michael Saavedra ha vissuto in isolamento, trasferito da un carcere all’altro. La sua storia è stata raccontata qualche anno fa su Al Jazeera dal giornalista Brian Osgood. Nel carcere statale di Pelican Bay il freddo era così penetrante che Saavedra partecipò a uno sciopero della fame per ottenere giacche e berretti. Anni dopo, nella prigione di Corcoran, il problema era l’opposto: il caldo diventò così estremo da fargli perdere conoscenza.