Il francese Serge Haroche e l’americano David J.Wineland hanno vinto il premio Nobel per la Fisica 2012. Entrambi sono fisici sperimentali esperti di ottica quantistica. Entrambi, in maniera indipendente e con tecniche diverse, hanno realizzato «trappole per oggetti quantistici». In maniera rigorosa possiamo dire che hanno realizzato contenitori dove isolare e anche manipolare singole particelle preservando la loro natura quantistica. Che è una natura molto diversa da quella degli oggetti macroscopici. Gli oggetti quantistici, per esempio, quando sono isolati si trovano in una superposizione di tutti gli stati possibili. Usando la nota metafora di Erwin Schrödinger possiamo dire che nel mondo dei quanti un gatto è «vivo e morto» nel medesimo tempo. Schrödinger pensava, tuttavia, che questa condizione non solo fosse un paradosso. Ma anche che non si sarebbe mai riusciti a isolare un oggetto quantistico. Con le loro tecniche Serge Haroche e David J. Wineland lo hanno fatto. Dando un contributo empirico alla discussione sui fondamenti della meccanica quantistica. Ma anche gettando le premesse per gli sviluppi delle tecnologie quantistiche. Soprattutto nel campo dei computer, i computer quantistici, e della misura del tempo, ovvero degli orologi.
Fisica ad Haroche e Wineland
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La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.
Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.