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Una Nova X per Swift

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Scoperta dal satellite Swift un'intensa emissione X in direzione del centro galattico riconducibile alla caduta di una grande quantità di materia su un oggetto compatto, quasi certamente un buco nero.

L'emissione, scoperta dal satellite il 16 settembre scorso e indicata con la sigla Swift J1745-26, ha raggiunto il massimo due giorni più tardi, con un'intensità equivalente a quella della Crab Nebula, un resto di supernova che è tra le sorgenti più brillanti del cielo in questa banda energetica. Il ripetersi dell'emissione e la posizione a qualche grado dal centro della Via Lattea hanno convinto gli astronomi che non si trattava di un GRB (un lampo gamma), ma di un fenomeno molto più raro: una Nova nella banda X.

Con questo nome gli astronomi indicano una sorgente di radiazione X che compare all'improvviso, raggiunge il massimo in pochi giorni e poi decade lentamente nel volgere di qualche mese. Il meccanismo fisico solitamente chiamato in causa è la caduta di una massiccia quantità di gas su un oggetto estremamente compatto, quale ad esempio una stella di neutroni o un buco nero. Vista la somiglianza dell'emissione con emissioni dello stesso tipo studiate in precedenza, i ricercatori ritengono che ci troviamo in presenza di un sistema binario composto da una stella di tipo solare e da un un buco nero. L'intenzione è quella, una volta cessata l'emissione X, di poter confermare l'esistenza del buco nero e misurarne la massa. Nel frattempo la sorgente è stata rilevata anche in osservazioni nell'infrarosso.

Per la rarità del fenomeno, la scoperta di Swift è stata accolta con grande soddisfazione dai ricercatori e dai responsabili ASI e INAF. La missione Swift, infatti, vede una importante partecipazione italiana: non solo il nostro paese ha fornito gli specchi del telescopio X e mette a disposizione la stazione operativa di Malindi, ma un team italiano partecipa regolarmente alla gestione del satellite.

INAF

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Astrofisica

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