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Hobsbawm, storico del secolo breve

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E' scomparso Eric Hobsbawm, grande storico dell'età moderna e contemporanea e del movimento operaio. Influenzato dal marxismo, Hobsbawm è ricordato dal grande pubblico soprattutto per la sua storia del Novecento titolata, significativamente "Il secolo breve". Breve, appunto, perché da un punto di vista storico - anche se non temporale - il Novecento è iniziato nel 1915 alla fine della prima guerra mondiale con la caduta dei grandi imperi, e si sarebbe chiusa con la caduta dell'ultimo grande impero, quello del socialismo reale nel 1989. Da allora il "secolo breve è diventato il più diffuso modo di definire il Novecento. Memorabili anche le sue opere sui "banditi", i "ribelli" e i "rivoluzionari".

Vincitore del Premio Balzan 2003 per la storia europea dal 1900, Eric Hobsbawm ha dedicato la sua attenzione alla storia dell’Europa per tutta la sua carriera scientifica, iniziata negli anni cinquanta. I movimenti sociali, i ribelli della società, i rivoluzionari sono stati suo costante oggetto di studio.  La classe operaia inglese, i movimenti operai e sindacali francesi gli sono spesso serviti da modello per spiegare l’evoluzione del mondo del lavoro e tracciare le grandi linee di una storia sociale. La sua opera maggiore, che si sviluppa dal 1962 al 1994, consiste in tre volumi dedicati al “lungo XIX secolo” [L’età della rivoluzione 1789-1848; Il trionfo della borghesia 1848-1875; L'età degli imperi 1875-1914] e in un volume [Il secolo breve 1914-1991] dedicato al XX secolo. In questi quattro volumi traccia la storia dello sviluppo e delle rivolte sociali dell’Europa dalla Rivoluzione Francese alla fine del comunismo europeo.

L’opera si conclude – provvisoriamente – con una lunga autobiografia, Interesting Times (2002) [Anni interessanti. Autobiografia di uno storico], che rende conto di una vita che coincide grosso modo con il secolo scorso e dove lo storico descrive motivi, problemi e incontri relativi alla sua appartenenza al partito comunista, e esprime la sua condanna della barbarie stalinista, riconosciuta come tale nel 1974. Il libro riflette e interpreta magistralmente i miti, le ideologie, le convinzioni e le attese di un’epoca conflittuale. Con grande talento di narratore, Eric Hobsbawm ne riferisce le speranze e se ne rammarica per il crollo.

Eric Hobsbawm ha saputo unire nella sua opera di storico lo stile privo di fronzoli e incisivo della tradizione anglosassone con una straordinaria empatia e vicinanza politica alle ragioni degli oppressi e ai loro tentativi di riscatto. Sempre coronati da storiche sconfitte.

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