fbpx Scegli l'orecchio giusto | Page 12 | Scienza in rete

Scegli l'orecchio giusto

Read time: 1 min

Se vogliamo che le nostre parole giungano meglio a destinazione è necessario indirizzarle all'orecchio destro dell'ascoltatore. La conferma di questa nota asimmetria che vede il dominio dell'orecchio destro nell'ascolto di stimoli verbali viene da una ricerca appena pubblicato su Naturwissenschaften da Luca Tommasi e Daniele Marzoli (Università "Gabriele d'Annunzio" - Chieti). Fino ad ora gli studi che si erano occupati del problema si basavano su osservazioni di laboratorio, ma nessuno aveva mai preso in considerazione il comportamento quotidiano. Tommasi e Marzoli, invece, hanno osservato ciò che accade in occasione delle interazioni sociali che avvengono in un ambiente rumoroso quale può essere un night club.

Un primo studio ha comportato l'osservazione di come interagivano verbalmente 286 frequentatori di una discoteca con un sottofondo ad alto volume; in un secondo studio sono state avvicinate 160 persone borbottando qualcosa di incomprensibile e si è rilevato come ruotavano la testa per cercare di capire il messaggio; in un terzo studio, infine, i ricercatori hanno chiesto a 176 persone una sigaretta, formulando la richiesta in prossimità dell'orecchio sinistro o di quello destro. In tutte e tre le sperimentazioni è stata confermato la netta predilezione per l'orecchio destro, un risultato che, secondo i ricercatori, conferma la connessione tra questo orecchio e l'emisfero sinistro del cervello, più efficiente nell'elaborare le informazioni verbali.

Fonte: Naturwissenschaften

 

 

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Asimmetrie

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?