fbpx Dawn riprende il cammino | Page 25 | Scienza in rete

Dawn riprende il cammino

Read time: 2 mins

I dati telemetrici hanno confermato che la sonda Dawn si è liberata dall’abbraccio gravitazionale di Vesta e ha iniziato il volo che la porterà, tra meno di tre anni, a visitare Cerere.

Il viaggio della sonda Dawn, iniziato il 27 settembre 2007 dalla rampa di lancio di Cape Canaveral, entra dunque in una nuova fase. Dopo aver raggiunto l’asteroide Vesta il 16 luglio dello scorso anno e avergli orbitato intorno per un anno intero raccogliendo preziosi dati e immagini stupende, è infatti giunto il momento di un altro fantastico balzo spaziale. Lo scorso 4 settembre la sonda ha sfruttato la spinta dei suoi motori allo xeno per liberarsi del legame gravitazionale con Vesta e iniziare la nuova tappa del suo emozionante viaggio.

Con lo stesso lento movimento a spirale che aveva contraddistinto il suo ingresso in orbita, Dawn si è rimessa in cammino puntando la prua alla prossima destinazione: Cerere. Per questo secondo balzo i motori ionici di Dawn dovranno utilizzare altri 110 chilogrammi di xeno (per la prima parte della missione già se ne sono andati 275) e pertanto nei serbatoi della sonda resterà ancora una quarantina di chili del prezioso propellente.

Cerere, un tempo considerato solo il più grande degli asteroidi ma dal 2006 promosso al rango di pianeta nano, verrà raggiunto dalla sonda all’inizio del 2015 e i planetologi confidano che Dawn possa ripetere il successo che ha caratterizzato la parte di missione appena conclusa.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Missioni spaziali

prossimo articolo

Accanto a te. L’ascolto dell’esperienza suicidaria nella pratica clinica

sagoma di testa con cartacce come pensieri cupi

Cosa resta a chi sopravvive al suicidio di una persona cara, e a chi, come i clinici, ne ha seguito la sofferenza da vicino? "Accanto a te" (il Mulino edizioni), di Serena Bruno e Patrizia Velotti, affronta queste domande senza semplificazioni, attraversando storia, neuroscienze e psicodinamica. Al centro, l’ascolto dell’esperienza suicidaria come strumento essenziale per comprendere il rischio e orientare l’intervento terapeutico, tra complessità individuale e responsabilità clinica.

Quando una persona sceglie di togliersi la vita, chi rimane e affronta il lutto per la perdita non può evitare di porsi delle domande. C’era qualcosa che avrei potuto fare? Forse c’era un modo per essere più utile? Ci sono stati dei segnali, delle richieste di aiuto magari, che non ho saputo cogliere? Avrei potuto cambiare il corso degli eventi? Era da tanto che pensava al suicidio?