fbpx Dawn riprende il cammino | Page 16 | Scienza in rete

Dawn riprende il cammino

Read time: 2 mins

I dati telemetrici hanno confermato che la sonda Dawn si è liberata dall’abbraccio gravitazionale di Vesta e ha iniziato il volo che la porterà, tra meno di tre anni, a visitare Cerere.

Il viaggio della sonda Dawn, iniziato il 27 settembre 2007 dalla rampa di lancio di Cape Canaveral, entra dunque in una nuova fase. Dopo aver raggiunto l’asteroide Vesta il 16 luglio dello scorso anno e avergli orbitato intorno per un anno intero raccogliendo preziosi dati e immagini stupende, è infatti giunto il momento di un altro fantastico balzo spaziale. Lo scorso 4 settembre la sonda ha sfruttato la spinta dei suoi motori allo xeno per liberarsi del legame gravitazionale con Vesta e iniziare la nuova tappa del suo emozionante viaggio.

Con lo stesso lento movimento a spirale che aveva contraddistinto il suo ingresso in orbita, Dawn si è rimessa in cammino puntando la prua alla prossima destinazione: Cerere. Per questo secondo balzo i motori ionici di Dawn dovranno utilizzare altri 110 chilogrammi di xeno (per la prima parte della missione già se ne sono andati 275) e pertanto nei serbatoi della sonda resterà ancora una quarantina di chili del prezioso propellente.

Cerere, un tempo considerato solo il più grande degli asteroidi ma dal 2006 promosso al rango di pianeta nano, verrà raggiunto dalla sonda all’inizio del 2015 e i planetologi confidano che Dawn possa ripetere il successo che ha caratterizzato la parte di missione appena conclusa.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Missioni spaziali

prossimo articolo

Vedere le faglie in 3D grazie al machine learning

prefettura dell aquila dopo il terremoto del 2019

Un sistema di algoritmi di machine learning permette di ricostruire la geometria tridimensionale delle faglie sismiche a partire solo dalla posizione degli ipocentri, rivelando la loro struttura gerarchica e segmentata. L’approccio, sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II e testato su diverse sequenze sismiche, potrebbe migliorare i modelli di previsione probabilistica operativa dei terremoti. Nell'immagine il palazzo della prefettura a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Credit: TheWiz83/Wikipedia (CC BY-SA 3.0). 

Siamo abituati a immaginare le faglie come piani, a separazione di blocchi di roccia che muovendosi l’uno rispetto all’altro generano i terremoti. In realtà, le faglie hanno geometrie molto più complicate. Più che come piani, dovremmo immaginarle come sottili parallelepipedi, strati di roccia con un certo spessore, all’interno dei quali si trovano altre faglie più piccole, e così via in un meccanismo di segmentazione gerarchico.