fbpx Muscoli come fonte di calore | Scienza in rete

Muscoli come fonte di calore

Read time: 2 mins

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, i muscoli potrebbero svolgere  un ruolo chiave nella regolazione della termogenesi a lungo termine. I mammiferi utilizzano i muscoli per generare calore se esposti al freddo, ma questa tipo di risposta può avvenire solo su brevi periodi. 

Per stress termogenici di lunga durata fanno affidamento sul tessuto adiposo bruno (BAT), che utilizza gli acidi grassi per la produzione di calore. Recenti studi inoltre hanno messo in evidenza che la stimolazione dell’attività termogenetica dell’organismo attraverso la manipolazione della funzionalità del BAT, potrebbe portare a un aumento della spesa energetica e quindi a una riduzione di peso. Muthu Periasamy dell’ Ohio State University  ha dimostrato invece che anche i muscoli svolgono un ruolo determinante nella termogenesi a lungo termine.                      

Per arrivare a questa scoperta, gli scienziati hanno studiato la sarcolipina, una piccola proteina muscolare di membrana che modula la funzione della pompa del calcio Ca-ATPasi anche quando i livelli di calcio intracellulare risultano elevati.

La regolazione continua provoca un conseguente uso di ATP, questo  processo porta alla produzione di calore da parte del muscolo.

Quando a topi privi di sarcolipina viene rimosso chirurgicamente  il tessuto adiposo bruno, muoiono per ipotermia se esposti lungamente a basse temperature. Al contrario, topi con livelli normali di questa proteina ma privi di BAT, riescono a sopravvivere riuscendo a mantenere ottimale la propria temperatura corporea.
Anche se lo studio è stato effettuato solo nei topi e BAT non era stato inibito geneticamente, gli autori suggeriscono che il muscolo è importante quanto  BAT nella regolazione della termogenesi. Questi risultati potrebbero essere utilizzati per altri tipi di ricerche, come ad esempio gli studi di targeting dell’ obesità.

Autori: 
Sezioni: 

prossimo articolo

Lavorare stanca, al caldo ammazza

Mentre il caldo estremo diventa la norma, il lavoro all'aperto resta uno dei fronti più esposti e meno tutelati. In Italia ogni anno migliaia di infortuni sono attribuibili alle alte temperature, e ogni estate porta con sé la conta dei braccianti e degli operai morti sotto il sole. Qualcosa si muove: ordinanze regionali, un protocollo nazionale, una piattaforma di previsione del rischio che funziona. Ma in Italia la prevenzione resta a macchia di leopardo e senza una legge che la renda obbligatoria ovunque. Illustrazione prodotta con Claude.

Il 19 luglio 2025 Naceur Messaoudi, bracciante di 57 anni, è morto mentre raccoglieva cocomeri nelle campagne di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Pochi giorni prima un altro bracciante era morto in un agrumeto del Cosentino, un terzo in una serra del Casertano. Il 25 luglio, in Sardegna, l'operaio antincendio Gianfranco Incollu ha perso la vita mentre lavorava tra le fiamme a Jerzu, con temperature che hanno toccato i 48 gradi. Sono solo alcuni dei casi che le cronache e i sindacati hanno raccolto durante l'estate.