fbpx La fisica aiuta la prevenzione | Page 2 | Scienza in rete

La fisica aiuta la prevenzione

Read time: 2 mins

Un evento ‘raro’ nel proprio vissuto, in grado di abbassare le naturali difese psichiche è tra i fattori scatenanti la tossicodipendenza. Lo stabilisce un’indagine condotta presso l’ISc-Cnr di Roma che ha utilizzato un modello ispirato alla fisica statistica finalizzato a controllare e prevenire il fenomeno della tossicodipendenza. La ricerca rientra nella parteciazione al progetto nazionale ‘Prevo-Lab’ diretto da Riccardo Gatti della Asl di Milano – finalizzato all’analisi e al monitoraggio del fenomeno nel nostro Paese – e i risultati sono stati pubblicati nell’ultimo numero della rivista ‘Scientifica reports’, del gruppo Nature. Lo studio ha cercato di descrivere il fenomeno su un scala più microscopica, stabilizzando alcuni parametri nella vasta gamma di informazioni che è possibile utilizzare nell’analisi, per valutarne la sua evoluzione dinamica e stabilirne un possibile controllo. Nella restrizione di campo delle variabili eterogenee, segnate da grandi fluttuazioni, scatenanti la dipendenza, c’è anche la constatazione che la variabile economica ha un’incidenza molto più bassa del previsto.

La scienza della complessità si dimostra quindi utile in campo sociale, aprendo la possibilità di prevedere le dinamiche collettive nonostante le differenze individuali e contribuendo a pianificare un’azione di prevenzione e controllo. Il modello utilizzato, infatti, consente di analizzare virtualmente la risposta di un fenomeno in merito a diverse strategie risolutive utilizzate.
Secondo Luciano Pietronero, a capo del team di ricerca e direttore dell’Isc-Cnr “L’ambizione è quella di sviluppare una descrizione quantitativa del comportamento umano, che rappresenta certamente uno dei principali obiettivi della scienza della complessità”, spiega Pietronero. “Il metodo è ispirato ai cosiddetti 'modelli ad agenti' della Fisica statistica, in cui vengono fissati dei parametri oggettivi, ma è in grado di estrapolare il ‘sommerso’ dei comportamenti focalizzando l’attenzione sugli aspetti accessibili ed essenziali della vita delle persone, cioè su alcuni parametri dedotti dall’osservazione empirica del reale”.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Tossicodipendenza

prossimo articolo

Vogliamo dare un'attenuante neuroscientifica all'ipocrisia?

figura laterale con smiley a coprire il volto

Predichiamo l’onestà, ma cediamo al vantaggio personale: è solo ipocrisia o c’è di più? Un recente studio di neuroscienze indaga i meccanismi cerebrali che regolano il conflitto tra interesse e morale, mostrando come giudichiamo severamente gli altri mentre assolviamo noi stessi. Ne emerge un interrogativo scomodo: siamo davvero responsabili delle nostre incoerenze o vi siamo, almeno in parte, biologicamente predisposti?

Predicare bene e razzolare male è il detto che sintetizza l'incoerenza tra i principi morali sbandierati e l'effettivo comportamento di molti individui in diversi contesti, da quelli interpersonali agli affari di interesse nazionale.

La moralità è il frutto della negoziazione tra guadagno e costo (tra onestà e interesse personale) e obbliga a prendere decisioni da una prospettiva di prima persona, ma gli individui giudicano l'onestà o l'imbroglio come morali o immorali anche da una prospettiva di terza persona, quando valutano il comportamento altrui.