fbpx Le grandi stelle vogliono compagnia | Page 8 | Scienza in rete

Le grandi stelle vogliono compagnia

Read time: 2 mins

Le stelle più grandi e luminose non sono mostri solitari. Gli astronomi hanno scoperto che il 75% di questi astri giganteschi è legato a una stella compagna e che gran parte di queste coppie sono sconvolte da interazioni davvero distruttive.

La ricerca, pubblicata su Science, è frutto del lavoro di Hugues Sana (Università di Amsterdam) che, con i suoi collaboratori, ha utilizzato il VLT dell'ESO per studiare un campione di 71 stelle di tipo spettrale O in sei ammassi stellari della Via Lattea. Tre su quattro di queste stelle, caratterizzate da temperatura superficiale di 30 mila gradi e massa pari ad almeno 15 volte quella del Sole, fanno parte di un sistema stellare doppio, una percentuale molto più elevata di quanto si potesse pensare.
Queste coppie stellari, inoltre, sono molto vicine tra loro e ciò agevola un'intensa reciproca interazione, con scambi di materia che in alcuni casi possono innescare fenomeni veramente violenti come quelli osservati per le cosiddette stelle-vampiro. Secondo i ricercatori, poi, in un caso su tre lo scambio di massa finisce col portare le due stelle a fondersi in un unico oggetto.

Una presenza così elevata di sistemi doppi tra le stelle di tipo O implica che la vita di queste stelle grandi e luminose sia governata proprio dalle interazioni con la stella compagna. Un fatto di cui dovranno tener conto gli astronomi che si occupano dello studio delle galassie e che spesso si basano proprio su questi astri più brillanti.

ESO

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Recuperare il cammino dopo un ictus: la tecnologia al servizio della cura

Una persona che indossa un esoscheletro a fianco di una fisioterapista in un laboratorio di analisi del movimento

Presso il LAMoBiR dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano la riabilitazione delle persone che in seguito a un ictus hanno ridotto la capacità di camminare si basa sullo studio di sistemi che integrano la robotica con la stimolazione elettrica funzionale dei muscoli. In collaborazione con IIT di Genova sono stati realizzati un esoscheletro e un’apparecchiatura per l’elettrostimolazione che offrono vantaggi rispetto a quelli già in uso. I ricercatori invitano le persone colpite dal problema a entrare a far parte dello studio. Immagine realizzata con l'ausilio di Chat GPT.

«Quella mattina mi sono svegliato con un forte mal di testa e ho scoperto di non riuscire a muovere né la mano e la gamba destre, né a parlare». Questa è la testimonianza di Andrea Vianello - noto giornalista della RAI - rilasciata in varie interviste e poi descritta nel libro Ogni parola che sapevo (Mondadori, 2020), in cui racconta il lento e faticoso percorso di recupero seguito all’ictus che lo ha colpito.