fbpx Due video inediti dell'ISPRA | Scienza in rete

Due video inediti dell'ISPRA

Primary tabs

Read time: 1 min

I fondali marini non smettono mai di stupire. Due video inediti, girati da ricercatori dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) impegnati nel monitoraggio della biodiversità marina tirrenica, rivelano la presenza di specie sempre più rare nel Mediterraneo. L’occhio del ROV (Remotely Operative Vehicle), robot installato sulla nave oceanografica “Astrea”, è arrivato fino a 150 metri di profondità, individuando rarissimi esemplari di cernie giganti (Epinephelus caninus) e uno squalo vacca (Hexanchus griseus).

La pesca, negli ultimi anni, ne ha decimato la popolazione ma il monitoraggio dell’ISPRA ha permesso di individuarne diversi esemplari in prossimità di un banco roccioso nel Tirreno centrale: le cernie giganti, dette anche “nere”, riprese dal ROV, hanno un peso di 15-30 kg. E, molto probabilmente, la lontananza dalla costa ha permesso loro di non essere pescate.

Nel Tirreno meridionale, invece, il robot filoguidato Pollux III ha scovato, a 130 metri di profondità, un esemplare di squalo vacca della lunghezza di due metri e mezzo. Pescato accidentalmente con reti da posta o strascico, questo animale è sempre più raro nel Mediterraneo e non rappresenta un pericolo per l’uomo.

Epinephelus caninus

Hexanchus griseus

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fondali marini

prossimo articolo

Fine vita: fare leggi è meglio che costruire macchine

palazzo borbone in francia

Quando il parlamento non legifera su questioni etiche controverse, il conflitto si sposta nei tribunali e nei laboratori. Lo dimostra il paradosso del dispositivo costruito dal CNR (e negato) per consentire il suicidio assistito, mentre la Francia risolve liberando finalmente una legge sul suicidio assistito.

In copertina: Palazzo Borbone, sede dell'Assemblea nazionale francese. Crediti: Mtzb/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 3.0
 

Ci sono voluti due anni, di sofferenze fisiche e psicologiche, una questione di legittimità costituzionale, un'ordinanza della Consulta, un mandato del Tribunale di Firenze e un prototipo costruito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche perché una donna di cinquantacinque anni, paralizzata dal collo in giù da una sclerosi multipla, potesse esercitare un diritto che la Corte costituzionale le aveva riconosciuto nel 2019. Libera, il nome di fantasia che si era scelta, è morta a casa sua il 25 marzo, attivando con lo sguardo una pompa infusionale.