fbpx Una mappa per il futuro di Londra | Scienza in rete

Una mappa per il futuro di Londra

Read time: 2 mins

Era visibile durante lo show d’apertura dei Giochi Olimpici 2012, organizzata da Danny Boyle, coprendo un ruolo da protagonista nella cerimonia. Ma la mappa gigante di Londra, con la stilizzazione delle sue strade, non è stata pensata solo per il suo valore simbolico. Progettata sulla base di analisi matematiche condotte presso la Bartlett School of Architecture della UCL (University College of London) e prodotta dallo spin-off di pianificazione urbana e design Space Syntax, la mappa è, infatti, un interessante connubio tra ricerca scientifica e hi-tech.

La rete di strade è stata analizzata in modo da fornire una previsione su come i cittadini londinesi si muoveranno in seguito ai nuovi, futuri sviluppi urbanistici della città e quali saranno, quindi, i benefici di natura sociale ed economica di cui Londra potrà avantaggiarsi grazie a spazi pubblici più sicuri, ad esempio. Il software utilizzato per la progettazione della mappa consente di misurare la frequenza di utilizzo di ogni singola strada della città, per ciascun tipo di mobilità (a piedi, in bicicletta, in auto) e il livello di frequentazione di aree verdi e spazi pubblici. A ogni strada è assegnato un preciso valore matematico, convertito poi in una relativa sfumatura di grigio. La compagnia fondata all’UCL ha già utilizzato le tecnologie associate alla mappa olimpica per ridisegnare l’assetto degli spazi pubblici londinesi, incluso Trafalgar Square, il South Bank Center e il Barbican. La mappa è stata anche utilizzata, inoltre, per sviluppare il masterplan del sito olimpico a Stratford City.

“Questa mappa cattura l’essenza di Londra: gente che si muove e interagisce nello spazio, condividendo storie e idee, creando e innovando. Schematizza una rete sociale ed economica, che prende vita fuori nelle strade e negli spazi pubblici” - ha dichiarato Tim Stonor, il Direttore manageriale della Space Syntax - “L’eredità dei giochi sarà percepita a lungo anche dopo la fine delle Olimpiadi, e questo dipenderà dal modo in cui verrà utilizzato il parco olimpico, che diventerà parte del cantiere dell’Est End"  

 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Olimpiadi

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.