fbpx Glaciazione e gas esilarante | Scienza in rete

Glaciazione e gas esilarante

Primary tabs

Read time: 1 min

La ricostruzione dell'ecosistema presente quando l'ultima glaciazione si stava ormai avviando alla sua conclusione ha mostrato l'importante ruolo dei piccoli arbusti, responsabili dell'intensa produzione di un potente gas serra quale il protossido di azoto.

Lo studio, pubblicato su Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology e opera di Mirjam Pfeiffer (Swiss Federal Institute of Technology di Losanna) e del suo team, è frutto di una paziente indagine sui depositi sedimentari risalenti a 14500 anni fa, quando ci si stava ormai avviando alla conclusione dell'ultima glaciazione. Analizzando i pollini presenti nei sedimenti, i ricercatori hanno ricostruito i cambiamenti avvenuti nell'ecosistema del lago elvetico di Gerzensee scoprendo l'improvviso e rapido proliferare dell'Hippophae rhamnoides, un arbusto conosciuto con il nome di olivello spinoso.

Il metabolismo dell'arbusto, che impiega azoto atmosferico per produrre nutrienti, sfocia nel rilascio di protossido d'azoto, il noto gas esilarante. Un rilascio tutt'altro che trascurabile, tanto che questa rapida diffusione potrebbe spiegare il picco di protossido d'azoto riscontrato nei carotaggi di ghiaccio risalenti all'epoca conclusiva della glaciazione. Dato che il gas esilarante è un gas serra trecento volte più potente della CO2, è tutt'altro che azzardato, dunque, concludere che quegli arbusti che facevano capolino al ritirarsi dei ghiacci potrebbero aver velocizzato il processo di riscaldamento globale portando ancor più rapidamente la glaciazione alla sua conclusione.

New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

La musica che ha formato Galileo torna a suonare dopo quattro secoli

telescopio e luna su sfondo di spartiti

Una ricerca sulle relazioni tra musica e scienza nell’opera di Galileo Galilei ha portato a una rilettura del ruolo svolto dal padre Vincenzo nella sua formazione culturale. Il recupero di manoscritti, opere perdute e nuove fonti documentarie restituisce l’immagine di un compositore e teorico della musica più complesso di quanto finora ritenuto e consente di ricostruire parte dell’ambiente musicale, poetico e intellettuale nel quale crebbe il giovane Galileo. Da questo studio è nato il progetto discografico "Galilei: The Sound of Science", che restituisce all’ascolto musiche rimaste in silenzio per oltre quattro secoli.

Che cosa lega un liuto, una tromba, un organo e il telescopio alla nascita della scienza moderna?