fbpx Predisposto il sequestro | Page 2 | Scienza in rete

Predisposto il sequestro

Read time: 2 mins

Il provvedimento di sequestro dell’ILVA di Taranto è stato firmato dal Gip Patrizia Todisco per l’area a caldo del complesso industriale siderurgico. Il sequestro non dovrebbe contemplare la facoltà d'uso dei 6 stabilimenti per cui sono previsti i sigilli: le cokerie, i parchi minearali, l’area agglomerazione, l’area altiforni, le acciaierie e la gestione dei materiali ferrosi. Il gip ha inoltre disposto gli arresti domiciliari per 8 indagati, tra dirigenti ed ex dirigenti dell’ILVA, tra cui Emilio Riva, presidente dell’ILVA Spa fino al maggio 20120, e suo figlio Nicola Riva, succeduto nella carica e dimesso poche settimane fa.

Il sequestro arriva in seguito ai risultati di due perizie, una chimica e l’altra medico-epidemiologica, che supportano la decisione del Gip predisposta per disastro ambientale. A Taranto, infatti, il numero di casi registrati di tumore è diventato particolarmente allarmante, contando 174 decessi in 7 anni più numerosi casi di malattie respiratorie e cardiovascolari. Diossine e Pbc sono tra le sostanze inquinanti più presenti, rilevate nell’atmosfera della zona.
Pochi giorni fa, inoltre, sono stati presentati dall’associazione Peacelink i risultati di una ricerca che analizza lo stato di salute degli abitanti di Taranto. Secondo lo studio “nelle urine dei tarantini è stata riscontrata un’elevata presenza di piombo e cromo, sostanze neurotossiche e cancerogene”. In particolare, è stato registrato un valore medio di piombo corrispondente a 10,8 microgrammi/litro. In normali condizioni di salute, il valore in questione dovrebbe essere compreso tra 0,5 e 3,5 microgrammi/litro.

L'ILVA è la più grande acciaieria europea con una copertura occupazionale di 11.571 persone ed una produzione di acciaio di 8,4 milioni di tonnellate annue. Per questo motivo, l'eventuale conferma della notifica di sequestro ha già mobilitato manifestazioni di proteste dei sindacati e lavoratori coinvolti. Il ministro per l'Ambiente Corrado Clini ha così espresso la sua preoccupazione a riguardo: "È evidente che la magistratura ha ritenuto che il ciclo produttivo, in particolare quello a caldo, è ancora sorgente di rischio. Questo non vuol dire che l'impianto venga chiuso, non sono impianti che si spengono spingendo un bottone. Chiederò che il riesame del provvedimento di sequestro avvenga con la massima priorità ed urgenza".

Autori: 
Sezioni: 
ILVA

prossimo articolo

L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA

fila di dottori in ricerca su sfondo cupo e bandiera statunitense

La mobilità è una caratteristica strutturale delle prime fasi della carriera scientifica, così come il ricambio generazionale legato ai pensionamenti. Ma l’equilibrio tra uscite e nuove assunzioni nelle agenzie federali statunitensi si è spezzato bruscamente con le politiche della presidenza Trump. Che, tra cancellazione di contratti, pressioni al prepensionamento e drastici annunci di tagli, hanno innescato un esodo senza precedenti di dottori di ricerca, lasciando segni profondi e duraturi nel sistema della ricerca pubblica.

Immagine di copertina elaborata da un'illustrazione di ChatGPT

Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un'altra nazione.

È anche normale che non tutti e tutte continuino sulla strada iniziata: a volte si scopre che, dopo tutto, non era quella la carriera o l’impiego ideale.