I giganti dell'antichità erano forse meno imponenti di quanto si sia creduto finora. Non meno lunghi né alti, ma certamente più snelli rispetto alle panciute rappresentazioni con cui vengono di solito raffigurati. Avendo a disposizione soltanto le ossa di questi animali, il loro peso viene infatti calcolato sulla base di un modello statistico, universalmente accettato da più di 25 anni. Gary Packard e i suoi colleghi della Colorado State University ora però lo mettono in discussione. Gli esperti di statistica californiani, dopo aver rivalutato i dati iniziali su cui era stato costruito, ritengono che il metodo sia fuorviante al punto da raddoppiare la stima del peso degli animali studiati. «L'Apatosaurus louisae, per esempio, uno degli esemplari di maggior dimensione» spiega Packard, «secondo i nostri calcoli doveva pesare intorno alle 18 tonnellate, meno della metà delle 38 tonnellate di cui normalmente si parla». Se queste osservazioni saranno confermate avranno un notevole impatto su molte teorie riguardanti il metabolismo degli animali preistorici, la loro nutrizione e forse anche la loro misteriosa estinzione.
La bilancia non è ben tarata
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Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash
L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.