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Spiegata l'anomalia dei Pioneer

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Probabilmente ha una risposta definitiva il misterioso rallentamento nella corsa delle sonde Pioneer 10 e 11 giunte ormai ai confini del regno del Sole: sarebbe tutta colpa del rinculo originato dalla radiazione termica prodotta dai circuiti elettrici dei due satelliti.

Lanciati all'inizio degli anni Settanta con l'obiettivo principale di studiare Giove (Pioneer 11 verrà poi dirottato anche verso Saturno) le due sonde Pioneer, dopo aver compiuto la loro missione, hanno continuato il loro cammino verso lo spazio esterno. Tenute costantemente sotto controllo, hanno fatto perdere definitivamente le loro tracce nel 1995 (Pioneer 11) e nel 2003 (Pioneer 10). Dal 1998, però, l'analisi dei dati telemetrici raccolti nel corso delle due missioni ha indicato che le due sonde erano soggette a un misterioso rallentamento.

Battezzato con il nome di Pioneer Anomaly, questo insolito comportamento ha avuto le spiegazioni più disparate. Lo si attribuì, per esempio, ad anomalie gravitazionali e mentre vi fu chi chiamò in causa l'influenza della materia oscura, altri lo interpretarono come la chiara prova della necessità di rivedere la teoria gravitazionale. Secondo altri la spiegazione andava ricercata nella asimmetrica spinta della pressione di radiazione solare, mentre altri ancora chiamavano in causa una spinta riconducibile al decadimento radioattivo del plutonio a bordo delle sonde.

Con il loro studio, pubblicato su Physical Review Letters, Slava Turyshev (Jet Propulsion Laboratory) e i suoi collaboratori mettono probabilmente fine a ogni dubbio. Al termine di una accurata analisi sostenuta anche da modelli numerici basati sulle specifiche tecniche delle sonde, i ricercatori concludono che all'origine del rallentamento vi sarebbe una forza di rinculo associata all'asimmetrica emissione di calore della sonda proveniente dalla corrente elettrica che ne alimenta la strumentazione. I calcoli e le simulazioni indicano che l'intensità e la direzione di questo rallentamento di origine termica sono perfettamente compatibili con le anomalie registrate nella telemetria dei Pioneer.

NASA JPL

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Astronautica

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