fbpx Attività umane e terremoti | Page 7 | Scienza in rete

Attività umane e terremoti

Read time: 2 mins

Pubblicato dal National Research Council uno studio che prova a fare chiarezza sui terremoti indotti da attività umane: benché sia legato solamente a una davvero minima frazione delle attività potenzialmente pericolose, il rischio è comunque reale e per la sua valutazione non esistono ancora linee comuni tra le varie agenzie che si occupano del problema.

Il rapporto esamina in dettaglio il possibile innesco di eventi sismici causato dalle tecnologie di approvvigionamento energetico quale lo sfruttamento dell'energia geotermica, l'estrazione convenzionale di gas e petrolio e le tecnologie di ultima generazione quale per esempio il fracking impiegato per l'estrazione di gas di scisto (shale gas). Proprio quest'ultima tecnica – che consiste nel frammentare rocce sotterranee pompando acqua sotto pressione per liberare il gas in esse intrappolato – era quella da molti considerata la più pericolosa.

In effetti il rapporto conferma che tale attività è veramente quella più a rischio per quanto riguarda l'innesco di eventi sismici, ma sottolinea anche come tale rischio non sia connesso direttamente alle operazioni di trivellazione e pompaggio. Secondo il rapporto NRC, infatti, all'origine degli eventi sismici rilevati (sempre con danni molto limitati e in nessun caso con perdita di vite umane) vi sarebbe la scelta di riversare nel sottosuolo le acque di scarto dei processi estrattivi.

Viene insomma confermato un dato scientifico noto da quasi un secolo: pompando fluidi fuori o dentro il terreno si corre il rischio di innescare eventi sismici. Questo significa che sono attività potenzialmente a rischio anche le “normali” estrazioni di gas e petrolio e lo stesso sfruttamento dell'energia geotermica. A tale proposito il rapporto ricorda che alcuni eventi sismici rilevati tra il 2006 e il 2008 a Basilea sono certamente da ricondurre a impianti geotermici.

Inevitabile chiedersi se i recenti eventi sismici che hanno interessato l'Emilia Romagna possano in qualche modo essere ricondotti ad attività umane. Una risposta estremamente chiara a questa domanda viene direttamente dai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Modena e Reggio Emilia: "Nessuna attività dell'uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua ecc) - possiamo leggere nel sito web del Dipartimento - può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti".

The National Academies - Report (National Academies Press)

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Terremoti

prossimo articolo

Gender equality nella ricerca: c'è ancora il soffitto di cristallo

bilancia in disequilibrio con figure stilizzate di uomo e donna

In occasione della Giornata ONU delle donne e delle ragazze nella scienza, diamo un'occhiata ai dati europei sulla gender equality: ci sono i segnali di progresso nella partecipazione femminile alla ricerca e all’innovazione, ma anche persistenti squilibri strutturali. Per esempio, nonostante l’aumento di donne tra esperti, valutatori e coordinatori di progetto, l’accesso alle posizioni apicali resta limitato, la precarietà contrattuale più diffusa e il carico di cura sproporzionato. 

L’11 febbraio, Giornata ONU dedicata alle ragazze e alle donne nella scienza, offre l’occasione per interrogarsi non solo sulla loro presenza nel settore della ricerca e dell’innovazione (R&I), ma soprattutto sulla qualità di tale presenza: chi avanza di carriera, chi resta ai margini, chi abbandona e perché. Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto dell’uguaglianza di genere una priorità esplicita, integrando la gender dimension nei programmi quadro per la ricerca e promuovendo cambiamenti istituzionali attraverso strumenti come il Gender Equality Plan (Gep).