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Aperte iscrizioni - III edizione

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Sono partite le iscrizioni per la terza edizione del MaCSIS - Master in Comunicazione della Scienza e Innovazione Sostenibile - dell'Università di Milano-Bicocca.
E' online, inoltre, la nuova versione del sito ufficiale del master a questo indirizzo.

Il MaCSIS intende formare i futuri comunicatori della società della conoscenza, una nuova figura professionale in grado di favorire il dialogo tra le università, istituti di ricerca, musei scientifici, imprese, amministrazioni locali e opinione pubblica in materia di innovazione e sostenibilità. Le competenze che caratterizzano un comunicatore dell'innovazione sono la capacità di progettare strategie e campagne di comunicazione, stringere relazioni con i media, organizzare eventi, conferenze stampa, dibattiti pubblici, meeting internazionali.
Il master è di durata biennale e prevede 700 ore di lezioni frontali, esercitazioni e laboratori informatici, multimediali e teatrali. A conclusione del percorso di studi è previsto un periodo di stage finale di 500 ore presso una delle strutture partner del master, con il superamento di una prova finale che consente il riconoscimento di 120 crediti formativi.

Il master è rivolto a chi è in possesso di una laurea triennale, specialistica o del vecchio ordinamento. La richiesta di iscrizione alla terza edizione va inviata entro il 14 settembre.

Per informazioni.

Il bando è scaricabile qui.

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MACSIS

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Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.