fbpx Moon lancia "Zero Hunger" | Page 3 | Scienza in rete

Moon lancia "Zero Hunger"

Read time: 2 mins

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha convocato leaders politici, rappresentati della società civile e del mondo commerciale per presentare il suo nuovo progetto di lotta alla fame. Global Zero Hunger Challenge è stato ufficializzato durante Rio+20, ricordando che ogni giorno, a livello globale, circa 1 miliardo di persone soffre di mancanza di cibo. 
Cinque sono i punti di base del programma: assicurare l'accesso al cibo al 100% della popolazione mondiale; azzerare il numero di morti per fame sotto i due anni; aumentare del 100% la produttività dei produttori agricoli; rendere sostenibili tutti i sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti; promuovere un consumo responsabie eliminando del 100% lo spreco di cibo. E' il Fome Zero Programme lanciato dal governo brasiliano durante la presidenza Lula, a cui si ispira il progetto di Ban ki Moon - Graziano da Silva, che aveva guidato il programma brasiliano, è ora a capo della FAO (Food and Agricolture Organisation)

Un programma e obiettivi a dir poco ambiziosi, considerando che si parte da "risorse zero" per arrivare a "fame zero". Si tratta però dell'unica proposta importante, in merito al tema dell'alimentazione, avanzata nei giorni della conferenza descritta come la più ambiziosa e vaga in termini di obietti e strumenti da adottare. Il governo inglese è, intanto, tra i primi a dichiarare di voler stanziare finanziamenti - 150 miliardi di sterline - per supportare 6 milioni di agricoltori (in particolare della Nigeria e dell'Etiopia) da reperire dal fondo dell'International Climate Change.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Alimentazione

prossimo articolo

Imperialismo digitale: la tecnologia si intreccia alla guerra

Una immensa e minacciosa nave spaziale ipertecnologica da guerra

L'ultimo saggio di Dario Guarascio, docente di Economia politica alla Sapienza, legge la digitalizzazione come forma storica del capitalismo contemporaneo, segnata dall’intreccio tra Big Tech, Stato e competizione geopolitica. L’ascesa delle piattaforme e il ruolo strategico di dati e IA danno vita a un nuovo complesso militare-digitale che ridefinisce insieme economia e guerra. Nel confronto tra Stati Uniti e Cina emergono due varianti di imperialismo digitale, mentre l’Europa appare marginale. Una sintesi efficace del nesso tra capitalismo digitale e disordine globale. Crediti immagine: JuliusH su Pixabay

Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine globale.