fbpx Moon lancia la sfida "Zero Hunger" | Page 20 | Scienza in rete

Moon lancia la sfida "Zero Hunger"

Read time: 2 mins

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha convocato leaders politici, rappresentati della società civile e del mondo commerciale per presentare il suo nuovo progetto di lotta alla fame. Global Zero Hunger Challenge è stato ufficializzato durante Rio+20, ricordando che ogni giorno, a livello globale, circa 1 miliardo di persone soffre di mancanza di cibo. 
Cinque sono i punti di base del programma: assicurare l'accesso al cibo al 100% della popolazione mondiale; azzerare il numero di morti per fame sotto i due anni; aumentare del 100% la produttività dei produttori agricoli; rendere sostenibili tutti i sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti; promuovere un consumo responsabie eliminando del 100% lo spreco di cibo. E' il Fome Zero Programme lanciato dal governo brasiliano durante la presidenza Lula, a cui si ispira il progetto di Ban ki Moon - Graziano da Silva, che aveva guidato il programma brasiliano, è ora a capo della FAO (Food and Agricolture Organisation)

Un programma e obiettivi a dir poco ambiziosi, considerando che si parte da "risorse zero" per arrivare a "fame zero". Si tratta però dell'unica proposta importante, in merito al tema dell'alimentazione, avanzata nei giorni della conferenza descritta come la più ambiziosa e vaga in termini di obietti e strumenti da adottare. Il governo inglese è, intanto, tra i primi a dichiarare di voler stanziare finanziamenti - 150 miliardi di sterline - per supportare 6 milioni di agricoltori (in particolare della Nigeria e dell'Etiopia) da reperire dal fondo dell'International Climate Change.

 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Alimentazione

prossimo articolo

La quotidianità dell’endometriosi

disegno di donna stesa su sfondo viola

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)

Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?

«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».