fbpx Rubbia denuncia scarsa attenzione | Page 2 | Scienza in rete

Rubbia denuncia scarsa attenzione

Read time: 2 mins

Carlo Rubbia, durante uno degli eventi previsti a margine della Conferenza di Rio, si è espresso a riguardo del riscaldamento globale, dichiarando - in un'intervista a Xinhua - che si tratta di un problema più serio di quanto possa essere percepito in realtà: "La mia opinione è che la situazione è ancora più grave di quello che si crede. Questo succede perchè la gente comune non sente gli effetti del cambiamento climatico. Il riscaldamento globale, in realtà, è accompagnato da un fenomeno che maschera in qualche modo i suoi effetti: l'aereosol atmosferico, in grado di ridurre la trasparenza dell'aria e la temperatura".

Secondo il premio Nobel per la Fisica, quindi, la correlazione di questi due fenomeni nonfa che spostare l'attenzione comune su un problema che va invece affrontato in modo più deciso rispetto al passato. Lo sforzo fatto per ridurre le emissioni di gas serra ha prodotto un abbassamento di soli 0,75 gradi centigradi, a fronte del limite dei 2 gradi stabilito come obiettivo alla Conferenza di Copenhagen. Rubbia ha ricordato, inoltre, che molti Paesi stanno invece aumentando la produzione di CO2, per aver rinunciato al nucleare - come la Germania. A questo si aggiunge l'aumento esponenziale della popolazione a livello globale, che incide pesantemente sulle esigenze e richieste energetiche.

Proprio in occasione di Rio+20, Rubbia ha voluto quindi insistere sul ruolo della scienza nel realizzare gli obiettivi di sostenibilità annunciati dal documento The Future We Want: "Per evitare possibili catastrofi per il genere umano, nuove capacità di innovazione dovrebbero essere integrate nel contesto della sostenibilità. Una crescità così veloce di richiesta di nuove risorse da parte del pianete, non può che accompagnarsi ad un altrettanto veloce crescita della scienza e innovazione tecnologica".
A tal proposito, Rubbia ha infine ricordato che non può mancare una politica energetica coerente con queste necessità. 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Dimmi quello che mangi: nuovo grande studio sulle abitudini alimentari

Una tavolata di piatti contenenti insalata e il logo YouGoody - la ricerca bella e buona in sovraimpressione

I ricercatori e le ricercatrici dell’Istituto dei Tumori di Milano chiedono la nostra collaborazione per un grande studio di coorte che vuole approfondire la relazione tra gli alimenti che consumiamo e più in generale le nostre abitudini di vita e il rischio di sviluppare una malattia. Lo studio vuole completare e aggiornare i già importanti risultati ottenuti attraverso il precedente studio Epic, che è stato alla base delle prime linee guida per un’alimentazione sana. Per partecipare basta andare sul sito di YouGoody – La ricerca bella e buona. Crediti immagine: elaborazione da Sigueme/Pixabay

Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha fatto molti progressi nel chiarire i legami tra alimentazione, stile di vita e rischio di sviluppare tumori. Alcuni fattori di rischio sono ormai ben documentati: l’obesità, l’inattività fisica, l’eccesso di alcol e il fumo aumentano la probabilità di sviluppare diverse forme di cancro. Anche la dieta ha un ruolo chiave: un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali è associata a una riduzione del rischio, mentre un consumo elevato di carni rosse e lavorate è stato collegato, ad esempio, al tumore del colon-retto.