fbpx Il progetto CURSA a Rio+20 | Page 11 | Scienza in rete

Il progetto CURSA a Rio+20

Read time: 2 mins

Tra gli eventi collaterali previsti dal programma di Rio+20, il Padiglione Italia - realizzato su iniziativa del Ministero dell'Ambiente - ha ospitato il CURSA (Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l'Ambiente), nell'ambito di un workshop tenuto giovedì 14 giugno, per presentare i progetti portati avanti dal consorzio nell'ambito della green economyin termini di trasferimento di conoscenze e know-how dell’eccellenza, soprattutto in campo agroalimentare. Durante l'incontro aperto al pubblico, i temi principali affrontati sono stati:

  • il progetto “Comunità Sostenibili” per l’efficienza energetica in connessione con la costruzione di una strategia alimentare sostenibile
  • la formazione alle imprese sulle opportunità  legate all'Emission Trading Scheme EU/ETS che ha istituito lo scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra
  • lo sviluppo della certificazione della carbon footprint e delle emissioni di gas serra per il settore agricolo, come comparto produttivo significativamente inserito nella strategia nazionale per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto
  • il supporto al Ministero dell’Ambiente sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi per l'efficientamento energetico, finalizzata a incrementare l'uso efficiente dell'energia a livello nazionale e locale, in virtù degli obblighi derivanti dagli obiettivi europei per il 2020 (Direttive 2009/28/CE e 2010/31/CE)

Il workshop è stata anche l'occasione per presentare i risultati del progetto più importante del CURSA per la Conferenza, ovvero la banca dati delle best pratices in materia di green economy. In collaborazione con il Forum della società civile: l'Italia verso Rio+20 e il Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e dela Mare, il CURSA ha, infatti,  promosso un dialogo con diversi attori della società civile, con l'obiettivo di condividere le esperienze migliori di sviluppo sostenibile sul territorio italiano, per realizzare una mappatura completa delle potenzialità derivanti dai Major Groups e dagli Stakeholders a cui riferirsi per futuri sviluppi dell'economia verde.

Le esperienze raccolte e una valutazione dei risultati sono disponibili a questo indirizzo

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Green Economy

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.