fbpx Il triplo legame del boro | Page 3 | Scienza in rete

Il triplo legame del boro

Read time: 2 mins

Un team dell’Università tedesca di Würzburg è riuscito per la prima volta a sintetizzare un composto stabile contenente un triplo legame elettronico tra due atomi di boro.

Nell’annunciare la scoperta – lo studio è stato pubblicato su Science – Holger Braunschweig (Julius Maximilian University – Würzburg) e i suoi collaboratori sottolineano come, a differenza di precedenti tentativi, il composto ottenuto sia stabile a temperatura ambiente. L’unica precauzione affinché questo cristallo color verde smeraldo resti integro è che venga conservato sotto vuoto per evitare il suo rapido degrado a seguito di ben note reazioni con l’aria e l’umidità.

Nonostante i calcoli teorici e le analisi computerizzate avessero da tempo previsto la possibilità che anche il boro potesse avere un triplo legame come quello che caratterizza il carbonio e l’azoto, non si era ancora riusciti a sintetizzare un simile composto. Precedenti tentativi, per esempio quello effettuato una decina d’anni fa dal team di Mingfei Zhou della Fudan University di Shanghai, avevano infatti ottenuto composti stabili solamente a temperature appena al di sopra dello zero assoluto e che, una volta portati a temperatura ambiente, degradavano in meno di un secondo.

Oltre che a essere riportata sui libri di chimica, come ha sottolineato Braunschweig, la scoperta potrebbe aprire nuovi importanti scenari nella chimica del boro, un elemento che per la sua particolare struttura elettronica viene già ampiamente impiegato nella costruzione di LED e di schermi LCD.

University of Würzburg - New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Chimica

prossimo articolo

Gloriosa in battaglia: vivere nello spettro della divergenza

screenshot dal film The wodereres

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival. 

In copertina: screenshot dal film “The wondereres" (2025)

Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.