fbpx Il triplo legame del boro | Page 10 | Scienza in rete

Il triplo legame del boro

Read time: 2 mins

Un team dell’Università tedesca di Würzburg è riuscito per la prima volta a sintetizzare un composto stabile contenente un triplo legame elettronico tra due atomi di boro.

Nell’annunciare la scoperta – lo studio è stato pubblicato su Science – Holger Braunschweig (Julius Maximilian University – Würzburg) e i suoi collaboratori sottolineano come, a differenza di precedenti tentativi, il composto ottenuto sia stabile a temperatura ambiente. L’unica precauzione affinché questo cristallo color verde smeraldo resti integro è che venga conservato sotto vuoto per evitare il suo rapido degrado a seguito di ben note reazioni con l’aria e l’umidità.

Nonostante i calcoli teorici e le analisi computerizzate avessero da tempo previsto la possibilità che anche il boro potesse avere un triplo legame come quello che caratterizza il carbonio e l’azoto, non si era ancora riusciti a sintetizzare un simile composto. Precedenti tentativi, per esempio quello effettuato una decina d’anni fa dal team di Mingfei Zhou della Fudan University di Shanghai, avevano infatti ottenuto composti stabili solamente a temperature appena al di sopra dello zero assoluto e che, una volta portati a temperatura ambiente, degradavano in meno di un secondo.

Oltre che a essere riportata sui libri di chimica, come ha sottolineato Braunschweig, la scoperta potrebbe aprire nuovi importanti scenari nella chimica del boro, un elemento che per la sua particolare struttura elettronica viene già ampiamente impiegato nella costruzione di LED e di schermi LCD.

University of Würzburg - New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Chimica

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.