fbpx Scientific and technological Community | Scienza in rete

Scientific and technological Community

Read time: 2 mins

Tra i Major Groups che hanno partecipato alle fasi di revisione della Bozza Zero, la Scientific and Technological Community si è fatta carico di commentare soprattutto le sezioni che riguardano più da vicino la Green Economy.
In particolare, i rappresentanti del gruppo – che, oltre agli scienziati, comprende anche ingegneri, urbanisti, architetti, industrial designers e decisori politici - hanno voluto ricordare l’importanza di riconoscere l’interdisciplinarietà della ricerca scientifica in merito allo sviluppo sostenibile e all’abbattimento delle fasce di povertà. Per comunità scientifica-tecnologica si intendono, infatti, non solo i settori legati alle scienze naturali, ma anche, ad esempio, all'ingegneria, alle scienze sociali ed economiche. Tutti soggetti, questi, coinvolti per “dare il giusto indirizzo alle tre dimensioni della SD, per sviluppare gli indicatori green”.

La comunità scientifica ha bisogno, per questo, di una rete globale di cooperazione internazione, partendo dai programmi già esistenti e guardando ai paesi in via di sviluppo. L’urgenza di trovare  un rapporto proficuo tra pubblico e privato, trova nella discussione sulla Green Economy lo spazio ideale per affrontare, durante i giorni di Rio, il tipo di ruolo che la comunità scientifica può e può e deve avere in questo processo .
I commenti proposti per le sezioni III e V, oltre a trovare appoggio per le dichiarazioni di intenti di coinvolgere i settori privati in scienza e tecnologia – compresi gli stakeholders,  si soffermano soprattutto su questioni di tipo metodologico:

  •  Alla raccolta di ‘buone pratiche’ nel settore a cui guardare come riferimento, per facilitare lo sviluppo della Green Economy, è necessario creare una piattaforma di conoscenze condivise sulla base di nuove metodologie di misura e indicatori degli indici di progresso, sviluppati dalla comunità scientifica
  • I nuovi indicatori serviranno per misurare e monitorare gli obiettivi di sviluppo proposti, con orizzonte il 2030
  •  Per i paesi in via di sviluppo, la Community suggerisce di considerare contemporaneamente il supporto più ‘materiale’ -  fornendo tecnologie innovative – e la collaborazione di scienziati, ingegneri e tecnologi che possano coadiuvare il passaggio da un’economia più tradizionale alla green economy
  • Per quanto riguarda le responsabilità isituzionali, si fa esplicito riferimento ai paragrafo 52 e 53 della bozza zero, i soggetti scientifici dovrebbero essere integrati nel sistema delle Nazioni Unite – sull’esempio di esperienze istituzionali come l’IPBES o l’IPCC – con un supporto costante e periodico di report relativi allo ‘stato del pianeta’ e all’evoluzione dello sviluppo sostenibile.

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.