fbpx Sull'orlo del buco nero | Page 17 | Scienza in rete

Sull'orlo del buco nero

Read time: 1 min

Grazie ai dati raccolti dall'osservatorio orbitante XMM-Newton, il telescopio europeo per la radiazione X realizzato con un importante contributo italiano, gli astronomi hanno spinto l'osservazione di un buco nero a un nuovo limite.

A partire dal gennaio dello scorso anno Andrew Fabian, dell'Università di Cambridge, e i suoi collaboratori hanno puntato XMM-Newton verso la galassia attiva 1H0707-495, interessati a svelare qualche segreto del massiccio buco nero che ospita. L'inseguimento si è protratto per quattro intere orbite dell'osservatorio spaziale e ha permesso di collezionare informazioni spettrali davvero preziose. Le conclusioni cui sono giunti i ricercatori sono state pubblicate a fine maggio su Nature.

Studiando in particolare la radiazione emessa dagli atomi di ferro (le linee di emissione L e K) gli astronomi hanno potuto appurare che la massa del buco nero è compresa tra 3 e 5 milioni di masse solari e che ogni mezz'ora quel mostro cosmico ingoia una quantità di materia equivalente alla massa della Terra. L'analisi delle distorsioni delle stesse linee spettrali ha inoltre evidenziato che si stava osservando il comportamento di materia posta proprio a ridosso del buco nero, a distanze inferiori al doppio del raggio del buco nero stesso. Un vero record che, secondo gli autori della ricerca, ci potrà finalmente portare alla mappatura delle immediate vicinanze di un buco nero.

Fonte ESA
Fonte ASI

Autori: 
Sezioni: 
astronomia

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

terremoto a Norcia

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.

Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.