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Il no di Francesco Profumo

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Senza l’accordo della comunità scientifica, non è previsto nessun finanziamento in favore della ricerca sulla fissione piezonucleare. E’ la risposta che il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e Ricerca Profumo ha dato in merito alla vicenda degli studi sul piezonucleare, condotti presso l’Isituto Nazionale di Ricerca Metrologica, sulle pagine di ScienceInsider – la rubrica di politica della scienza di Science.

Negli scorsi giorni, la comunità scientifica è stata allertata da un appello promosso da Ezio Puppin, che ne ha spiegato le ragioni su Scienzainrete, per fermare gli eventuali finanziamenti. La petizione ha raccolto più di 1000 firme di ricercatori e scienziati autorevoli.

"Credo che la comunità scientifica si sia espressa molto chiaramente finora" - ha spiegato il ministro - "e spero che il nuovo Consiglio Direttivo dell'Istituto si muova nella giusta direzione, dato che l'Istituto ha una mission diversa da quella della ricerca piezonucleare".
Il programma dell’Istituto prevederebbe una richiesta al Miur di un finanziamento per questo settore di ricerca pari a 500mila euro per 3 anni, sulla base dei fondi complessivi previsti per il programma nucleare. Profumo ha voluto anche precisare di non aver, tuttavia, ancora ricevuto personalmente nessuna richiesta di finanziamento sulla ricerca piezonucleare dall'Inrim.

Il ministro era stato, inoltre, coinvolto personalmente nelle polemiche per un suo presunto tentativo di nominare Fabio Cardone, un collaboratore di Alberto Carpinteri, per il direttivo dell’Inrim. Anche su questo, la risposta fornita conferma una ‘distanza’, precisando di aver gia' proposto altre due candidature per la posizione vacante: si tratterebbe di Elisabeth Giacobino, della Universita' di Parigi VI, e di Ernst Gabel, gia' presidente dell'Istituto di Metrologia tedesco.

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Piezonucleare

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Uno studio su 12,5 milioni di ricercatori e ricercatrici suggerisce che con l’età gli scienziati tendano a diventare meno disruptive, meno inclini cioè a produrre idee capaci di cambiare paradigma. Cresce invece la capacità di integrare e consolidare conoscenze già esistenti. Il fenomeno, definito “Nostalgia Effect”, porta a riflettere su una comunità scientifica sempre più gerontocratica, dove il rischio non è l’irrilevanza dei senior, ma un equilibrio alterato tra innovazione radicale e sedimentazione del sapere.

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